La Cassazione annulla sentenza appello sul regolamento di conti di Alba

ALBA ADRIATICA – In primo grado era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del trentenne albanese Leven Ferra, ucciso con un colpo di pistola davanti a un bar di Alba Adriatica nell’ottobre 2012. Pena, quella inflitta dal Tribunale di Teramo al 24enne albanese Hysemy Perparim, successivamente ridotta in appello a 26 anni. La Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila rinviando alla Corte d’Appello di Perugia per un nuovo processo che ridetermini la pena. Mentre si attendeß il deposito delle motivazioni, il legale di Perparim, Gianfederico Ceccanese, che insieme al collega Agostino De Caro difende il giovane dal processo d’appello, non nasconde la propria soddisfazione sottolineando come la Cassazione abbia riconosciuto l’attenuante della provocazione: «Sono soddisfatto – ha commentato – perché l’impianto accusatorio si è man mano affievolito. È un ottimo risultato sia alla luce della condanna di primo grado sia della sentenza d’appello, con la decisione della Corte di Cassazione che apre prospettive a un giovane di appena 24 anni».

Leven Ferra fu ucciso il 20 ottobre 2012 davanti a un bar di Alba Adriatica, raggiunto da tre colpi di pistola di cui uno mortale. Secondo la Procura teramana si trattò di un regolamento di conti tra clan albanesi abruzzesi e marchigiani che si contendevano il mercato della prostituzione e della droga, giunto a 48 ore da un pesante pestaggio dell’aggressore da parte della vittima.

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