Di Sabatino sindaco?: M5S chiede la smentita da parte del Pd

TERAMO – Il Movimento 5 stelle di Teramo torna a denunciare lo stato di “agonia" in cui versa Il consigliere pentastellato, Fabio Berardini, in una nota chiede la smentita pubblica da parte del Partito democratico teramano riguardo le indiscrezioni che vedrebbero Alfonso Di Sabatino Martina candidato sindaco del Pd durante le prossime elezioni comunali, in seguito ad una cena tra lo stesso Dodo, Il Governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e Paolo Tancredi. Berardini torna a chiedere le dimissioni del sindaco Brucchi orami «accoltellato alle spalle dai propri consiglieri di maggioranza». «Ora basta – scrive in consigliere pentastellato – con un Consiglio comunale che non viene convocato da mesi a causa dei litigi interni della maggioranza, portati avanti dalle varie correnti e correntine. Basta ai ricatti per raggiungere quella poltrona o quell’incarico nella partecipata. Basta alle cene o aperitivi tra membri dello pseudo centro destra o centro sinistra (peraltro mai smentite pubblicamente) in cui vengono spartite le future candidature di Teramo. Siamo stufi ed indignati di tutto questo. Da anni non si programma una vera politica di rilancio del commercio, del turismo, del territorio e dell’intera collettività teramana. – continua Fabio Berardini – Il Movimento 5 Stelle, da quando è presente in Consiglio comunale ha più volte chiesto: Più trasparenza nella gestione degli affari comunali (in particolar modo per gli affidamenti diretti); un nuovo progetto di raccolta differenziata che facesse risparmiare davvero i cittadini; baratto amministrativo; nuovi fondi per turismo e commercio; un ufficio ad hoc per monitorare e risparmiare sulle utenze; la lotta agli sprechi; una commissione di indagine sui conti Team e lo sviluppo della mobilità sostenibile. Questi sono solo alcuni dei punti della nostra attività che sono rimasti privi di considerazione. – ha concluso il consigliere pentastellato – dopo tutti i danni causati ai commercianti teramani con i lavori del corso, abbiamo solo una cosa da dire a Brucchi: rassegna le tue dimissioni al posto di rimanere a galla tra i ricatti incrociati di gattiani, dodiani e dalfonsiani. Sarebbe un gesto di grande coraggio».

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