Scuola, Brucchi apre a un polo coi moduli. Savini e San Giuseppe non torneranno 'a casa' VIDEO

TERAMO – La domanda di una mamma arriva al termine dell’incontro in cui i due sismologi Amato e Stucchi, del’Ingv, hanno illustrato sotto il profilo scientifico il terremoto. E’ rivolta al sindaco Maurizio Brucchi. «Molte mamme si chiedono quale è il vero problema che c’è per Teramo per poter prevedere un polo scolastio nuovo? Noi non ci fidiamo di nessun intervento che viene fatto, anche perchè sono lunghi e non risolutivi. L’unica soluzione che vediamo – ha detto la mamma al microfono – è quella di casette basse, di legno, o qualcosa di molto simile, da poter sistemare all’aerto. Ma perchè a Teramo non lo possiamo fare? Non ce lo permette lo Stato? Non siamo abbastanza terremotati? Dobbiamo prima morire per poterli avere?».
Brucchi ha risposto, dopo aver aggiornato i presenti sulla situazione della scuola Noè Lucidi, chiusa fino a tutto  il week end, e ha condiviso il parere della mamma: «Quello che dice la signora – ha detto – io lo condivido. Il futuro è quello che dice lei: cominciare a pensare di fare dei poli scolastici, con moduli pure, a Campobasso ne hnno fatta una, a moduli, che ospita 1.200 ragazzi, liceo scientifico e qualche altra scuola superiore, l’ha costruita un privato e il cComune ha deciso di pagare l’affitto».""

Il futuro è un polo scolastico e su questa strada, ad esempio, la scuola media Savini e la elementare San Giuseppe non torneranno nei vecchi edifici: «Io dico – ha proseguito il sindaco Brucchi – che nel medio termine dobbiamo decidere quali scuole mantenere negli edifici attuali, perchè è evidentemente difficile pensare di fare poli scolastici per 11mila studenti, perlomeno non lo si fa in un medio tempo e servono anche le risorse. Da amministratore penso che questo terremoto, ulteriormente ci abbia insegnato che non conviente investire in tutto o relativamente sulle strutture che hanno concluso per così dire il loro percorso, la loro vita naturale, o come scuole o come edifici; è bene cominciare a pensare a costruire poli che possano essere dei moduli, gli spazi ci sono. Tanto che per queste due scuole che noi in questi giorni stiamo trasferendo al plesso della Molinari in cemento  armato, la Savini e la San Giuseppe, l’amministrazione ha deciso che queste due strutture non saranno più scuole perchè riteniamo che  forse non conviene andare a investire altri soldi in una struttura in pietra quanto costruire una scuola nuova che ospiti questi ragazzi».

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