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Incendio Italpannelli, la procura chiude le indagini

(ANSA) – TERAMO, 18 NOV – A distanza di otto mesi
dall’incendio alla Italpannelli di Ancarano (Terami) il pm
Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, chiude le indagini
sul rogo che a fine marzo causò danni per svariati milioni di
euro, mandando a fuoco oltre 15 mila metri quadri di
stabilimento.
Nei giorni scorsi, infatti, la Procura ha firmato l’avviso di
conclusione delle indagini confermando le accuse a carico dei
quattro indagati: i titolari di due ditte esterne che stavano
effettuando lavori all’interno dello stabilimento, un operaio
dipendente una di una delle due ditte e l’amministratore
delegato e legale rappresentante della Italpannelli, che devono
rispondere di cooperazione in incendio colposo.
Secondo quanto stabilito dalle indagini a causare l’incendio
sarebbero state infatti delle scintille causate da una
saldatrice in uso all’operaio e al titolare di una delle due
ditte, entrambi impegnati in alcuni lavori su un soppalco.
Scintille che avrebbero raggiunto del materiale infiammabile che
si trovava nelle vicinanze, che avrebbe così preso fuoco e con
l’incendio che in brevissimo tempo si sarebbe propagato nelle
vicine zone di produzione.
Da qui la contestazione di incendio colposo ai due lavoratori
delle due ditte esterne, che non avrebbero rispettato le norme
di sicurezza previste nel documento unico di valutazione dei
rischi predisposto dalla Italpannelli sulla scorta delle
relative norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Documento
che imponeva di schermare adeguatamente i posti di saldatura e
che non sarebbe stato rispettato.
Sotto accusa anche il titolare della ditta esterna di cui era
dipendente l’operaio impegnato nei lavori di saldatura, che non
avrebbe vigilato sul lavoro del suo dipendente, e il legale
rappresentante ed amministratore delegato della Italtapannelli
che a suo volta non avrebbe vigilato sul corretto operato delle
due ditte affidatarie dei lavori. (ANSA).

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