Teramo, un altro psicodramma. Con il Santarcangelo pareggio con brivido

TERAMO – (jacopodifrancesco) Così, a prescindere dal finale, non si va lontano. Schemi solo abbozzati, errori da dilettanti, stato mentale da psicodramma. Nel finale anche il Bonolis termina la pazienza per una squadra che riesce a reagire solo per disperazione. Ma il sacrificio a volte viene ricompensato: allo scadere Sansovini trasforma il rigore che vale il pareggio.
4-3-1-2 per Zauli, con l’esordio di Barbuti al fianco di Di Paolantonio; Ilari vince il ballottaggio con Carraro. Solito 3-5-2 solido per Mandelli.
Equilibrio iniziale L’avvio di gara si gioca prevalentemente a centrocampo, tuttavia il maggior possesso del Diavolo risulta sterile; poi un doppio intervento – negligente per usare un eufemismo – di Camilleri su Cori causa il rigore che porta in vantaggio i romagnoli con il loro minimo sforzo. La partita offensiva del Santarcangelo si chiude di fatto qui, mentre il Teramo alza baricentro e ritmo continuando però a manovrare nel caos. Degno di nota solo un colpo di testa di Ilari, la stanchezza fa scendere anche l’intensità. 
Carraro per la ripresa La prima mossa di Zauli arriva nell’intervallo, fuori Karkalis dentro Carraro senza cambiare modulo, con Di Paolantonio che scala terzino sinistro. Il tema tattico non cambia, ma poche volte l’azione sulla trequarti trova la velocità giusta per risultare incisiva. Comunque il forcing continua, l’unico meccanismo funzionante sono gli inserimenti delle mezzali. Al 57′ il tutto per tutto: fuori Baccolo dentro Petrella per passare a una sorta di 4-4-2. Il folletto di Pratola riesce a creare superiorità, ma appare a tratti mal piazzato. In questa situazione, negato un rigore solare al solito Sansovini. 
Rassegnazione Col passare dei minuti l’onda del Teramo perde forza, e il Santarcangelo riesce a tenere i biancorossi addirittura lontani dalla loro trequarti. L’ingresso di Tempesti però risulta decisivo, è lui che al 90′ si guadagna il rigore che, trasformato da Sansovini, vale il pareggio. 
Dopo il fischio finale, ai cancelli della tribuna c’è contestazione, l’unità invocata da Campitelli manca oggi più che mai. Fano sarà il crocevia di tutta la stagione stagione, e probabilmente della storia recente del Teramo. 
 
Teramo Calcio (4-3-1-2) Narciso; Imparato, Camilleri, Speranza, Karkalis (45’Carraro); Baccolo (57’Petrella), Amadio, Ilari; Di Paolantonio, Sansovini, Barbuti (69’Tempesti). 
 
Pagelle 
 
Narciso 6 non deve effettuare parate 
Imparato 5 c’è solo la voglia 
Camilleri 4 fallo inutile e imperdonabile
Speranza 5 se manca anche lui, si fa buio
Karkalis 4 impalpabile 
Baccolo 6 il suo lo fa, per il resto coordinarsi è ancora dura
Amadio 5 gioca col cuore di un senatore, ma sbaglia molto
Ilari 6 fisicità e corsa
Di Paolantonio 5,5 alla lunga si spegne, il sacrificio è troppo
Sansovini 6 con questa cattiveria è imprescindibile 
Barbuti 5 mal servito
Petrella 6 ci prova 
Carraro 5,5 sbaglia qualcosa di troppo 
Tempesti 6 decisivo

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