La città si sbriciola: crolla il muro dell'ex Utap e la collina di Mezzanotte 'scende' sul Lotto zero FOTO VIDEO

TERAMO – Si sta sbriciolando il territorio cittadino sotto i colpi del maltempo ma anche della mancata manutenzione di anni. Stamattina è venuto giù il muro dell’ex Utap, in via Tom Di Paolantonio, tra la palestra Mazzini e le case pericolanti di corso Porta Romana e quasi in contemporanea la ormai annosa frana di Mezzanotte ha fatto vedere i suoi effetti a valle, spingendo sul viadotto del Lotto zero. In via Tom Di Paolantonio il caso ha voluto che il manufatto in pietre e malta, ammalorata dalle infilitrazioni e ‘mossa anche dalle continue scosse, si sia ribaltato all’interno del cortile spesso utilizzato per il parcheggio delle auto e non sulla strada, e in più in un orario, all’alba, in cui il transito era ridotto. Fosse venuto giù sulla strada, verso lo svincolo del Lotto zero, avrebbe provocato dani ben più pesanti. Il muro era collegato all’abitazione diventata simbolo delle conseguenze, simili a un terremoto, dei lavori delle gallerie del Lotto zero sottostanti, ‘imbracata’ per tenerla in piedi e al centro di una lunga diiatriba sui risarcimenti.""
La frana di Mezzanotte. Le prime avvisaglie di un pericoloso, nuovo movimento, della frana di contrada Mezzanotte c’erano state nei giorni scorsi con la nevicata e il disgelo. La pioggia delle ultime ore hanno fatto peggio e i timori dei residenti della zona sono diventati ancor più premonitori: da stamattina la collina si muove a vista d’occhio e come si può vedere dalle foto, ha provocato il distacco di una larga porzione di un muro di contenimento lungo il tracciato del Lotto zero, con grave rischio per il viadotto ma soprattutto, amonte, per i tralicci dell’alta tensione, uno in particolare che si inclina a vista d’occhio. Gli interventi per tamponare l’emergenza sono in atto, ma soprattutto nel secondo caso, purtroppo sembrano inefficaci se non impossibili. L’unica soluzione al momento è sperare che il movimento di terra, acqua e fango si fermi.

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