Corruzione e turbativa d'asta, D'Alfonso indagato all'Aquila: «Sono tranquillo». I nomi degli indagati, c'è anche Ruffini

PESCARA – Nell’ambito di un’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, è indagato per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Secondo quanto si è appreso, il governatore è coinvolto insieme ad altri 15 indagati tra funzionari e imprenditori. Sono state effettuate perquisizioni anche domiciliari in diverse città d’Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone. Oltre che dai Carabinieri, l’indagine è portata avanti anche dalla Polizia di Stato.

Lo si è appreso dopo le perquisizioni condotte dai Carabinieri questa mattina negli uffici della Regione a palazzo Silone, in relazione alla ricostruzione del Palazzo Centi, la sede della presidenza, dopo il terremoto del 2009 (aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni generali di Isernia per un importo di 13 milioni di euro). Uno dei tre filoni dell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila, riguarderebbe – a quanto si è appreso in serata – interventi del Masterplan per il territorio di Lettomanoppello, paese d’origine di D’Alfonso. Filone che si aggiunge a quelli relativi ad appalti per la ricostruzione di palazzo Centi all’Aquila e di alloggi popolari a Pescara.

Chi sono gli indagati. In un clima di stretto riserbo e con gli inquirenti e gli investigatori con le bocche cucite, emergono i nomi dei sette indagati in uno dei tre filoni di indagine, quello sull’appalto sulla ristrutturazione di Palazzo Centi, sede della Giunta abruzzese all’Aquila. Nel filone di Palazzo Centi finisce il capo della segreteria di D’Alfonso, Claudio Ruffini, che nella passata legislatura è stato consigliere regionale del Pd. Poi, l’imprenditore Eugenio Rosa, amministratore delegato di Icet Engineering di Castelli, che è arrivata terza nella gara, i tre componenti della commissione di gara, i funzionari regionali Giancarlo Misantoni (presidente), l’architetto Roberto Guetti e l’ ingegnere Silverio Salvi. Sotto indagine anche due progettisti: Gianluca Marcantonio, nominato nell’agosto del 2016 componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e un mese fa entrato nel Comitato tecnico scientifico della struttura del commissario per la ricostruzione in Centro Italia, Vasco Errani. Indagato anche l’altro progettista, Alessandro Pompa. Ci sono poi Virgilio Basile, presidente Ater pescarese, Paolo D’Incecco, dirigente della Provincia di Pescara, Enrico Di Paolo, Tino Di Pietrantonio, geometra di Lettomanoppello, Carmine Morelli, ingegnere responsabile dell’ufficio manutenzione dell’Ater di Pescara.

Questa mattina era stato lo stesso D’Alfonso a fare una dichiarazione dopo l’intervento dei carabinieri. D’Alfonso ha parlato di "notifica atti di proroga d indagini penali che vanno avanti da novembre 2015, con rinnovi semestrali” e che riguardano, oltre all’appalto di Palazzo Centi, anche un “intervento non ancora precisato nella città di Penne” e interventi “di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara”, dice D’Alfonso che si dichiara “totalmente estraneo alle vicende e auspica una loro rapidissima definizione”.

Il Governatore è tornato a ribadire la sua estraneità anche nel pomeriggio: "Questa mattina ho appreso che è in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L’Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine. Ho fiducia nell’operato della magistratura così come ne avevo in passato – dice – quando è stata sempre accertata la liceità delle mie condotte amministrative".

D’Alfonso non è indagato per il Palazzo Centi. Sono due le richieste di proroga delle indagini ricevute dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Lo precisa una nota della presidenza nella quale si evidenzia che il nome del presidente D’Alfonso non compare nel procedimento sul cantiere di palazzo Centi. Le due richieste riguardano "una la città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015) e una per lavori – solamente preventivati – alle case popolari Ater di Pescara (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8/7/2016)", si legge nella nota. "Contestualmente – prosegue – è stato recapitato un altro documento (‘Ordine di esibizione di atti e documenti’) con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso".

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