Teatro romano, Teramo Nostra denuncia: «I due palazzi non saranno abbattuti» VIDEO

TERAMO – L’associazione Teramo Nostra denuncia l’operato e le promesse disattese del primo cittadino in merito alla riqualificazione del Teatro romano. Un capitolo spinoso quello del recupero dell’antico teatro, che dura da ormai 22 anni. Dopo un lungo periodo di ‘gestazione’ il progetto esecutivo, finanziato dal Ministero, dalla Fondazione Tercas e dalla Regione Abruzzo, e che prevede la ‘decostruzione’ dei due edifici adiacenti (palazzo Adamoli e casa Salvoni) è stato affidato all’architetto Giacomo Bellomo che avrebbe dovuto riconsegnarlo – in base a quanto riferito nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto dello scorso dicembre – entro la fine di gennaio. Ma ad oggi a destare preoccupazione nell’associazione Teramo Nostra è la possibilità che l’amministrazione decida di non abbattere i due palazzi incongrui. «Il sindaco – ha detto il presidente di Teramo Nostra, Piero Chiarini – ha fatto tutta la sua campagna elettorale dicendo che i due edifici sarebbero stati ‘smontati’. La verità è che non c’è volontà da parte del primo cittadino di portare avanti il progetto: con i primi finanziamenti che noi abbiamo procurato attraverso il Ministro Franceschini, non solo non hanno abbattuto palazzo Adamoli, ma lo hanno ristrutturato e rinforzato con contrafforti. Inoltre, abbiamo visto che il nuovo progetto prevede il recupero solo di una parte della cavea. Il Teatro romano è un bene di tutta la città, non solo del sindaco Brucchi, il progetto andava discusso con i cittadini». «Dobbiamo agire con azioni clamorose – ha puntualizzato Sandro Melarangelo – come abbiamo fatto in passato. Si pensava che si fosse raggiunta una ragionevolezza da parte del Comune di Teramo, che doveva solo eseguire il progetto finanziato. Chiediamo che l’amministrazione comunale venga dimissionata, un progetto così importante che rappresenta Teramo a livello nazionale non può essere accantonato o stravolto».

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