Addio a Lino Manocchia, giornalista che intervistò 5 presidenti Usa FOTO

GIULIANOVA – Di lui ci resteranno scolpite le immagini di un giornalista sempre vicino ai grandi divi del cinema come del mondo dell’automobilismo, ma soprattutto della grande politica americana. Perchè Lino Manocchia, giornalista giuliese già corrispondente della Rai dagli States ed esperta firma di ‘Voice of America’, spentosi a New York all’età di 96 anni, è noto anche per aver intervistato cinque presidenti degli Stati Uniti. A dare la triste notizia della scomparsa di Manocchia è stato il suo grande amico e collega Ludovico Raimondi, attraverso il profilo Facebook e il sito www.giulianovailbelvedere.it sui cui Manocchia scriveva ancora per mantenere il legame con la sua città natia. Proprio per iniziativa di Raimondi, con il collega Walter De Berardinis e assieme al presidente di Teramo Nostra, Piero Chiarini, Manocchia non più tardi di quattro anni fa era stato insignito di un riconoscimento alla carriera nell’ambito del premio internazionale per la cinematografia Gianni Di Venanzo, e aveva avuto la possibilità di ricontattare la sua Giulianova, seppure in videoconferenza da New York, dove viveva da qualche decennio. Enzo Ferrari, Mario Andretti, Jim Clark, Tazio Nuvolari, Paul Newman – di cui era grandissimo amico -, Marilyn Monroe, Virna Lisi, e tantissimi altri grandi personaggi della vita publlica mondiale erano finiti ‘sotto’ al suo microfono, in anni e anni di carriera, lui che era l’erede, al pari dei fratelli Franco e Benny, della grande professionalità di papà Francesco, giornalista capostipite, caduto sotto il bombardamento angloamericano su Giulianova del 29 febbraio 1944. Le migliori chiacchierate di Manocchia con questi personaggi sono stati raccolti nel libro ‘Lino e il microfono’, dato alle stampe dalla casa editrice moscianese Artemia. Manocchia, che si è spento nella sua residenza di Cambridge nello stato newyorchese, assistito dal figlio Adriano, dalla nuora Teresa Schiavi, anch’ella giuliese, e il nipote Adriano jr., aveva sempre tenuto aperto il canale privilegiato con Giulianova, di cui è sempre stato ambasciatore nel mondo.

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