Dodo gioca d'anticipo sulla sedia della ricostruzione

TERAMO – In attesa del ‘question time’ del pomeriggio, e del probabile annuncio del sindaco Brucchi della nuova giunta a 9, Dodo Di Sabatino Martina, leader di Teramo Soprattutto, anticipa i tempi e ufficializza l’ingresso del suo gruppo civico nell’esecutivo, con la sua nomina ad assessore e la contestuale surroga del primo dei non eletti, Alessandro Di Berardino e nomina di Alessia De Paulis a capogruppo consiliare. «Mi sembra giusto – ha detto Di Sabatino Martina – che noi dessimo la nostra lettura autentica, naturale e non solo ideale, delle motivazioni che ci hanno spinto ad accettare questo ruolo».
«Questa è scelta che presta il fianco a una serie di retropensieri – ha aggiunto Dodo -, una serie di critiche e di questioni che sono frutto anche di una dialettica politica che ovviamente non ci sfugge. E’ vero perà che il contesto è cambiato, che questo imponga scelta di grande coraggio e che ci sia necessità di dare slancio e vigore ad un’attività amministrativa che in alcuni momenti di questo mandato ha avuto periodi di fiacca»,
La scelta di entrare in giunta per il gruppo di Teramo Soprattutto, viene affrontata «nella consapevolezza della delicatezza e delle difficoltà». Dodo avrà la delega alla ricostruzione, dunque? «Questa è una vostra indiscrezione, ne prendo atto ma è ovvio che il mio – dice Di Sabatino Martina – è un ingresso pesante in termini di ruolo e di delega che verrà assegnata. Spero di poterla assumere nel migliore dei modi. Io lo farò con sobierta, con decisione, fermezza e anche un pizzico di esperienza che o maturato in questi anni».
Tutto bene dunque, anche nei rapporti all’interno della maggioranza, i rapporti sono migliorati anche con la componente di Gatti? «Sì e ritengo corretto dirlo, altrimenti  l’immagine che passa della politica in generale e di questa amministrazione in particolare risulta una immagina frastagliata e conflittuale. E’ tempo di stemperare i toni, tornare alla progettualità. alla capacità di priogrammare in una città che deve riprendere quota e rialzarsi e guardare con fiducia al futuro con solerzie e tempetività, non possiamo più permetterci di piangerci addosso – ha cncluso Dodo -. Basta con la retorica del declino».

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