La sfida della banda del bancomat: 11 assalti (8 alla Tercas) dal 20 ottobre. Ecco dove e come

TERAMO – Due colpi a ottobre, due a dicembre, tre a gennaio, due a marzo e due ad aprile: undici assalti in cinque mesi se contiamo le pause di novembre e di febbraio. Sei volte utilizzando l’esplosivo, quattro distruggendo il bussolotto con un ariete, una volta soltanto forzando l’ingresso con arnesi da scasso. E c’è una curiosità: per la fuga prediligono rubare sempre la stessa tipologia di macchina. 
Otto volte contro la Tercas. Otto le filiali della Tercas Banca Popolare di Bari colpite, una della Banca dell’Adriatico, della CariChieti e un ufficio postale. E’ dall’analisi di questi dati e della ‘mappa’ geografica di azione, che polizia e carabinieri della provincia di Teramo stanno cercando di bloccare la banda del bancomat, che dall’ottobre scorso imperversa tra la val Tordino e la Val Vomano, con tecniche di assalto che non tengono conto del circondario in cui agiscono, nonostante la loro azione è distruttiva e dunque rumorosa. Quando colpiscono si sentono ma agiscono fulmineamente, e nessun allarme finora è stato in grado di farli intercettare nella fuga.
Esplosivo sotto alla tastiera con miccia a distanza. La tecnica utilizzata è la stessa: posizionano una quantità di esplosivo, sotto alla tastiera del bancomat e vi collegano una miccia a combustione che poi accendono una volta a distanza. Il botto è micidiale, ma soprattutto no ‘governabile’: fa saltare tutto, bussolotto, ingressi, arredi, intercapedini e la blindatura del forziere. Ma spesso anche le banconote, che vengono bruciate e sparse tutto attorno, e ne rimangono poche per i bottini. Mirano ai bancomat della Tercas perchè non sono di ultima generazione, hannmo dei punti deboli che loro conoscono e soprattutto sono ‘riparati’, da un ingresso riservato, che permette loro di agire senza esere visti nel posizionamento del’esplosivo.
Il primo colpo a San Nicolò a Tordino. Il ‘debutto’ di questa banda c’è stato il 20 ottobre a San Nicolò, quando ‘strapparono’ il Bancomat dalla filiale Tercas e lo trascinarono in piena notte (erano le 1.30) per mezza frazione. Analoga cosa 9 giorni dopo, a Bellante stazione al Centro commerciale Acquaviva: il forziere fu abbandonato in campagna oltre Ripattoni, dopo aver seminato danni e il colpo fallì. 
A Tortoreto compare l’esplosivo. I fallimenti hanno convinto il gruppo a cambiare strategia a Tortoreto, alla vigilia di Natale. La banda viene dapprima messa in fuga dai carabinieri alla filiale CariChieti lungo la statale Adriatica (alle 3 circa) e ‘ripiega’ un’ora più tardi a Tortoreto Paese: per essere sicuri di non sbagliare fanno saltare il bancomat della Tercas con l’esplosivo.
Tornano in azione trascorse le festivià di Natale. La banda si riposa durante le festività natalizie e torna in azione il 9 gennaio a Roseto. Da lì in poi, nei successivi 7 assalti, useranno sempre il ‘botto’ tranne che in due occasioni, a Cologna Siaggia dove forzeranno l’ingresso per entrare e rubare una cassetta vuota, e a Bellante Stazione dove il Postamat, il 2 aprile scorso, viene sradicato dopo la ‘spaccata’ con una utilitaria.
Sempre nei week end, tranne due volte. La banda ha sempre agito di sabato o di domenica, una volta di venerdì, quando cioè i bancomat sono stati riforniti, e soltanto due volte di giovedì (a San Nicolò) e lunedì (a Campo a Mare di Roseto).
Ecco le date dei colpi. San Nicolò, Tercas (20 ottobre), Bellante Stazione, Banca dell’Adriatico (29 ottobre), Tortoreto Lido, CariChieti (24 dicembre), Tortoreto Paese, Tercas (24 dicembre), Roseto Campo a Mare, Tercas (9 gennaio), Scerne di Pineto, Tercas (14 gennaio), Cologna Spiaggia, Tercas (20 gennaio), Mosciano Sant’Angelo, Tercas (5 marzo), Pagliare di Morro d’Oro, Tercas (11 marzo), Bellante Stazione, Poste Italiane (2 arile), Teramo viale Crispi, Tercas (9 aprile). 

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