Grave al Comune: «Non fate salire sullo scuolabus i bambini morosi»

TERAMO – L’esperienza sui ‘morosi’ dei buoni pasto non è evidentemente servita al Comune di Teramo se è vero, come è vero, che si è ripetuto ma stavolta sulle tariffe del servizio di trasporto scolastico: una specie di ‘lista di proscrizione’ quella consegnata alla ditta Angelino (che gestisce il trasporto scolastico), e da questa agli autisti degli scuolabus, con tanto di nomi e cognomi di bambini che non avrebbero pagato il servizio.
La denuncia arriva dalla Cigil, che scrive allo stesso Comune e al prefetto, per capire i termini della vicenda, gravissima. Pensate: quale dovrebbe essere il comportamento del personale dei mezzi di trasporto? Non far salire i bimbi che non hanno pagato? E lasciarli in mezzo alla strada?
Eppure la follia è andata in onda: «Ci risulta la consegna di una comunicazione – scrive il sindacalista della Filt Cgil, Luigi Scaccialepre – nella quale sono evidenziati i nominativi di alcuni ragazzi ai quali è stato sospeso il servizio di trasporto scolastico. In concreto, si ordina ai lavoratori di non far salire sullo scuolabus i ragazzi che non sono in regola con il pagamento del servizio di trasporto». Allucinante.
Il sindacato, anche con toni tuttosommato soft rispetto alla gravità di una iniziativa del genere, ritiene tratarsi di una «scelta assolutamente discutibile sul piano amministrativo e censurabile sul piano sociale e morale. Ma è certo che non si può pretendere che sia attuata dai lavoratori di un servizio in appalto con una mera comunicazione che non permette neanche di conoscere il responsabile del provvedimento». Non si sa infatti chi abbia fimato la comunicazione, sia esso il dirigente del Settore Pubblica Istruzione o un qualsiasi dipendente.
Un incontro istituzionale, immediato e urgente, è il minimo che la Cgil possa chiedere, «per chiarire i contorni della vicenda e al contempo individuare quali pratiche attuative e le relative responsabilità nel rapporto tra Amministrazione, ditta titolare del servizio e lavoratori».

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