I dalmaziani: «Governo istituzionale e tecnico, ma prima il mea culpa politico»

TERAMO – E’ un film già visto, per i tre consiglieri della lista civica Al Centro per Teramo, quanto sta accadendo  nella crisi amministrativa al Comune. I civici che fanno riferimento a Mauro Di Dalmazio, di fronte a un immutato atteggiamento politico da parte dell’attuale maggioranza, «in piena coerenza con le posizioni più volte espresse e con le azioni politiche portate avanti», ribadiscono la loro più totale estraneità. Non c’è spiraglio di collaborazione, cioè, o spazio per la discussione, se questa attuale coalizione che sostiene Brucchi e il sindaco stesso, continueranno a puntare «ancora una volta a un equilibrio di sopravvivenza d raggiungere  ad ogni costo e di tentare di puntellare la maggioranza, tra una richiesta e l’altra, con l’ennesimo restyling   magari abbellito da qualche spruzzatina di alti valori (quali responsabilità, bene comune etc, concetti mai tanto abusati e inappropriati come in questa situazione), e fondato sull’ennesimo strumentale  documento programmatico che rimarrà lettera morta come il precedente» come, scrivono Puglia, Campana e Di Giovangiacomo, il “Patto di prospettiva” su cui l’attuale maggioranza si fonda. La ricetta per uscire dalla crisi secondo i dalmaziani, sarebbe «fare una seria e rigorosa autocritica, ammettere la fine ed il fallimento della attuale maggioranza politica ed aprirsi ad un percorso istituzionale e tecnico svincolato da logiche politiche ed  in grado di affrontare le sfide che la città ha di fronte». Dunque, governo istituzionale-tecnico se si vuole «cercare realmente una soluzione condivisa nuova e allargata, per il bene comune e non per il mantenimento delle proprie posizioni». «La maggioranza, se c’è, vada avanti e governi, se non c’è, faccia il mea culpa e ne tragga le conseguenze», concludono Puglia, Campana e Di Giovangiacomo, altrimenti la lista civica in consiglio comunale manterrà «un atteggiamento di grande serietà e responsabilità (come fatto sino ad ora nelle poche occasioni in cui sono venuti provvedimenti positivi per la città, vedi questione Adsu – rettorato) e misurandosi sulle proposte e le questioni guidati esclusivamente dall’interesse della comunità e dal bene della città».

 

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