Livelli tornati nella norma, rientra l'emergenza idrica dopo 12 ore di puro panico IL COMUNICATO

TERAMO – Poco più di 12 ore, vissute tra i livelli dell’allarme (dei livelli istituzionale e tecnico) e del panico (della popolazione), e l’emergenza acqua in provincia di Teramo è rientrata. Sono servite le controanalisi in sei punti di prelievo lungo le condotte che portano acqua dalle sorgenti del Gran Sasso fino a Martinsicuro, per circoscrivere la contaminazione segnalata dal dispaccio dell’Arta al Sian della Asl di Teramo e infine alla Ruzzo Reti nel primo pomeriggio di ieri e ‘riaprire’ l’utilizzo dell’acqua anche agli usi idropotabili. Il via libera è arrivato nella notte, attraverso il Tavolo tecnico convocato in prefettura a Teramo, alla presenza del Governatore e dei sindaci dei 32 comuni interessati dalla crisi idrica che da lì a poco avrebbero visto prosciugarsi i rubinetti delle utenze per il blocco della captazioni da almeno tre sorgenti della montagna.
Toluene in dosaggi compatibili. La nottata ha portato la buona notizia, dunque: le concentrazioni di alcuni componenti chimici, il toluene in particolare, sono tornate nella normalità, permettendo di rimuovere la raccomandazione-divieto a usare l’acqua di casa per bare e cucinare. La limitazione in serata era diventata ancor più restrittiva, estesa anche agli usi igienico-sanitari, ma poi tutto è rientrato. Dunque via al riempimento dei serbatoi, con il flusso idrico che mano a mano tornerà regolare nelle abitazioni dei 32 comuni interessati da un graduale abbassamento delle portate (alcuni avevano già pesanti difficoltà di approvigionamento).
Sotto accusa stavolta ci sono il Traforo e i lavori eseguiti nelle scorse notti. Se trascorre ancora una volta il tempo dell’emergenza e della paura, resta sempre irrisolta la domanda madre di tutte le domande: perchè accade questo? Perchè il sistema di allarme e di analisi quotidiana sui pozzetti di captazione del Gran Sasso adesso spesso indicano liveli di non conformità? Stavolta il Laboratorio di Fisica nucleare nella pancia della montagna non c’entra, ma c’entra l’altro ‘ospite’ del Gran Sasso, il Traforo. Le gallerie son state chiuse al transito per due notti alternativamente nei due sensi er urgenti lavori di manutenzione. Che significherebbe anche verniciature, con utilizzo di solventi e prodotti tra cui il toluene. Ma è possibile che tutto ciò che si fa o che non si dovrebbe fare lì dentro poi lo si scopre nell’acqua? Prima che diventi un pericolosissimo dogma, è bene che ci si impegni a risolvere il problema.

Questo articolo è stato pubblicato alle 01:54. Alle 2:32 la prefettura ha inviato la nota ufficiale con cui l’emergenza è stata risolta.

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