Per la morte di padre e figlio nella tempesta di neve nessun colpevole: la procura chiede l'archiviazione

TERAMO – Padre e figlio morirno assiderati, nella tormenta di neve che li sorprese lungo la provinciale che scendeva a valle da Crognaleto, e che era la prima avvisaglia di quella "tempesta perfetta" che a gennaio ha messo in ginocchio il Teramano. Erano usciti a cercare benzina per il gruppo elettrogeno con cui alimentare l’abitazione, durante il black out elettrico, ma anche viveri e medicine, Mattia Marinelli, 22 anni (in una foto del 2014) e il padre Claudio, 56 anni, assieme ad un altro figlio: soltanto quest’ultimo riuscì a guadagnare la strada di casa, salvandosi. Padre e fratello no. Assiderati a Poggio Umbricchio, a poche centinaia  di metri l’uno dall’altro, nel disperato tentativo di trovare rifugio a casa.

Quelle due morti per la Procura non hanno colpevoli, fu soltanto una tragica fatalità. Oggi, infatti, il pm che aveva aperto un fascicolo contro ignoti, Davide Rosati, a distanza di quattro mesi dall’avvio dell’inchiesta, chiede l’archiviazione. Nel corso delle indagini, infatti, non sarebbero emerse responsabilità per il duplice decesso con l’inchiesta che ha dunque stabilito come si sia trattato di un incidente.

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La tragedia si era consumata il 18 gennaio, quando nel tardo pomeriggio i familiari di Claudio e Mattia, non vedendoli rientrare, avevano dato l’allarme. Secondo quanto ricostruito all’epoca i due, insieme al fratello di Mattia, erano usciti in auto per cercare della benzina per il generatore utilizzato per riscaldare la casa, ma durante il ritorno verso casa l’auto si era fermata e così i tre avevano deciso di proseguire a piedi. Ma durante il tragitto il padre e il figlio più piccolo erano rimasti indietro ed erano stati sorpresi dalla bufera. I loro corpi, ormai senza vita, furono ritrovati il giorno dopo, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro.

Sulla vicenda i famigliari avevano accusato le istituzioni di aver sottovalutato l’allarme, quando dapprima erano stti richiesti interventi per aiutare la famiglia, poi quando i due erano irrintracciabili e la telefonata per dare l’allarme non era stata seguita da attività immediate e urgenti per rintracciare i due dispersi, con le prime squadre giunte in zona soltanto in serata. Qualche giorno prima della tragedia Mattia, sul suo profilo Fb, aveva postato la frase, rivolta alle istituzioni, "Dove siete quando servite?".

Proprio nei giorni scorsi Mattia avrebbe compiuto 23 anni e nella sua bacheca di Facebook, il fratello Ivan nel fargli gli auguri di buon compleanno, gli rinnovava un impegno: «Nel giorno del tuo compleanno non posso regalarti molto tranne una promessa:- io sono qui e non smetterò mai fino a quando avrò un ultimo fiato di lottare qualcuno pagherà te lo prometto. A presto piccolo grande uomo ti voglio bene mi manchi…. Ivan»

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