La figlia minorenne lo accusava di abusi sessuali, ma non era vero

TERAMO – Era finito a processo con l’accusa di aver costretto per anni la figlia a subire abusi sessuali. Un’accusa dalla quale questa mattina l’uomo, un 48enne residente in Val Vibrata, difeso dall’avvocato Tiziano Rossoli, è stato assolto dal Tribunale di Teramo con la formula "perché il fatto non sussiste". I fatti contestati all’uomo, che doveva rispondere di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima e dal grado di parentela, risalivano ad un periodo compreso tra il 2007 e il 2014.

Anni in cui, secondo l’accusa l’uomo, che avrebbe impedito alla figlia di coltivare amicizie e qualsiasi contatto con l’esterno, ad esclusione del lavoro in un bar, l’avrebbe costretta con continuità a compiere atti sessuali e a subire palpeggiamenti. Violenze che per l’accusa venivano commesse dietro minacce di morte, per impedire che la ragazzina potesse raccontare quello che le stava accadendo. Le indagini erano partire nel 2014, dopo che la ragazza si era rivolta ad un consultorio facendo scattare la denuncia ai Carabinieri.
Accuse cadute in aula, con il Tribunale che questa mattina ha assolto l’uomo. Lo stesso pm di udienza, il sostituto Andrea De Feis, aveva chiesto l’assoluzione dell’uomo

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