Acqua, Lolli vuole cambiare punto di captazione. La denuncia del direttore del Laboratorio: «Non sappiamo quale finisca nell'acquedotto» INTERVISTA FOTO

ASSERGI – 


Dove sia il punto di captazione dell’acqua della Ruzzo Reti, nella pancia del Gran Sasso, non è ben chiaro forse nemmeno a chi l’acqua la gestisce. O, meglio, di tutta la rete che scorre sotto al Laboratorio del Gran Sasso e limitrofa al Traforo, non si conosce quale parte va a finire nell’acquedotto. A denunciarlo, nel corso dell’incontro che i sindaci del Teramano, su richiesta della Provincia di Teramo, hanno avuto oggi con i vertici del Lngs, ad Assergi, è stato il direttore del Laboratorio, Stefano Ragazzi. A chi dei primi cittadini gli chiedeva di chiarire una recente affermazione secondo la quale avrebbe dormito piu sereno sapendo che quell’acqua non finisse nell’acquedotto, Ragazzi ha spiegato: «Ho detto che dormirei più sereno perchè non sapendo esattamente quale acqua viene raccolta e inviata all’acquedotto non ho l’assoluta certezza di fare operazioni che non diano problemi all’acqua. Quando abbiamo fatto una lavorazione di recente – ha aggiunto – abbiamo cercato l’accordo della Asl di Teramo e della Ruzzo per mettere a scarico precauzionalmente le acque captate nel  laboratorio». Mi piacerebbe – ha detto Ragazzi – che qualcuno sapesse esattamente quale acqua viene captata, noi come Laboratorio non abbiamo questa informazione – spiega il direttore – cioè sappiamo, conosciamo un’area dalla quale l’acqua viene raccolta e inviata nell’acquedotto. Quali altre acque vengano raccolte e inviate nelle condotte della Ruzzo non lo sappiamo con precisione. Credo – ha concluso Ragazzi – che questa conoscenza debba essere acquisita come parte della messa a sistema del Gran Sasso, inteso come acque, autostrade e Laboratorio».

Lolli: «Spostare la captazione». La soluzione definitiva per evitare qualsiasi interferenza del Laboratorio del Gran Sasso e dell’autostrada sul sistema acqua del Gran Sasso è quella di ricorrere a un punto di captazione diverso da quello attuale, all’interno della montagna. Lo ha ribadito il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, intervenendo oggi pomeriggio ad Assergi all’incontro. Un intervento ormai irrinunciabile: «Abbiamo tempo per studiare la complessa rete di captazione dell’acqua che ‘confina’ in maniera pericolosa con Laboratorio e autostrada – ha detto Lolli -. Ma dovremo farlo necessariamente entro il 2019, termine nel quale nel Traforo saranno effettuati lavori per l’ampliamento dei by-pass tra le due canne». Nelle more di questo obiettivo, saranno messi in campo i sistemi di analisi in tempo reale attraverso l’acquisto di una strumentazione più sofisticata ma soprattutto sarà adottato un nuovo protocollo per la condivisione delle valutazioni sugli interventi di manutenzione sulle infrastrutture.

Proroga alla Ruzzo della concessione. Ai sindaci teramani, che sono anche i soci dell’Acquedotto del Ruzzo, Lolli ha ribadito la proroga della concessione per la captazione, in attesa del bando per la nuova assegnazione. Rassicurazione sui sistemi di monitoraggio adottati dal Laboratorio del Gran Sasso sono state offerte ai primi cittadini da Stefano Ragazzi, direttore della struttura che ospita oltre mille ricercatori all’anno nelle sale di ricerca all’interno della montagna abruzzese, che ha accompagnato i sindaci in un percorso nelle viscere della terra per illustrare modalità e sistemi di esecuzione dei vari esperimenti di fisica nucleare. «Non abbiano nulla da nascondere – ha detto – adottiamo tutte le misure per noi possibili per la tutela dell’ambiente».

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