Se Atene piange… in casa Pd D'Alberto si dimette da capogruppo

TERAMO – A giudicare dalla notizia, verrebbe da dire che nella politica cittadina, se Atene piange, Sparta non ride. Alla vigilia di un passaggio molto delicato in consiglio comunale per l’amministrazioe Brucchi, sull’orlo della caduta, nel principale partito d’opposizione, il Pd, la situazione non è delle migliori se è vero che in mattinata il  consigliere comunale Gianguido D’Alberto ha presentato le sue dimissioni da capogruppo. Lo ha fatto con una lettera inviata al presidente del consiglio Milton Di Sabtino e domani pomeriggio, in aula,  il suo ruolo sarà preso da Maurizio Verna, guarda caso anche lui fuori dalla maggioranza in Provincia, per posizione polemica, anche se pur sempre nel Pd. Dem sull’orlo di una crisi di nervi anche loro dunque.
Ricercare le motivazioni della decisione di D’Alberto non è facile, perchè lui si è reso irreperibile. In casa Pd confermano le dimissioni, ma non si entra più di tanto in argomento. La valutazione è che la decisione sia riconducibile alla delusione per i rumors che circolano all’interno del partito di corso de’ Michetti e che non vorrebbero D’Alberto ‘prima scelta’ del partito quale futuro candidato sindaco a Teramo. Il malumore per questo era nell’aria da tempo e proprio D’Alberto era critico, ma lo faceva confidenzialmente senza portare all’esterno questo suo disagio, tenendo bene il campo ed ergendosi a capofila della contraposizione alla giunta Brucchi, con grande puntualità politica. Le sue dimissioni, oltre che costituire miccia per un dibattito interno che sta registrando più di un contrasto, potrebbe però rivelarsi foriere di una mini-scissione, che potrebbe condurre lo stesso D’Alberto verso iniziative civiche, mai celate fino in fondo nel recente passato.

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