Terremoto nel Pd, vanno via D'Alberto, De Sanctis e Di Timoteo INTERVISTE

TERAMO –  Una vera e proria diaspora quella che vive il Pd di Teramo il quale, concentrato fino a ieri nell’incalzare Brucchi sulla spaccatura interna alla maggioranza, si ritrova a gestire a sua volta una divisione inerna per certi versi ancor più clamorosa dell’altra: da oggi l’ex capogruppo Gianguido D’Alberto, l’ex presidente comunale Ilaria De Sanctis e un terzo consigliere, Francesca Chiara Di Timoteo, sono fuori dal partito. Formeranno un altro grupo consiliare e su questa decisione hanno anche il sostegno della lista civica consiliare ‘costola’ dei Dem, composto da Antonio Filiponi e da Maria Rita Santone. 

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Un vero e proprio tornado che sgretola il più forte partito di opposizione – che di recente era diventato anche il più numeroso per le uscite da ‘Futuro in’ di Caccioni e Falasca – che adesso conta il ‘neo’ capogruppo Maurizio Verna, Flavio Bartolini e Alberto Melarangelo.
D’Alberto: «Questo Pd non mi rappresenta più». «E’ un Pd che nei metodi crea un sistema all’interno del quale io non posso sentirmi più rappresentato e non mi sento più di rappresentarlo – ha detto l’ex capogruppo -. Sono entrato in politica per lanciare un’azione politica che non fosse preoccupata e non si occupasse di poltrone, di postazione di potere, di logiche correntizie, guerre di potere, che fossero legate solo a destini individuali. Questo oggi è diventato il Pd teramano». D’Alberto replica subito a chi ne spiegava le dimissioni con un timore di affrontare le primarie: «Niente di più falso – ha detto -, io sono pronto a farle subito e con chiunque. Non è questo il punto. Il problema è che nel corso degli anni si è registrata una delegittimazione quotidiana rispetto a chi stava sul fronte».

GUARDA L’INTERVISTA A GIANGUIDO D’ALBERTO

Con lui vanno via anche De Sanctis e Di Timoteo. «Io mi sono candidata tre anni fa nel Pd perchè credevo che fosse un partito che chiamava a grande voce il cambiamento e i giovani – ha spiegato la consigliera Francesca Di Timoteo -. Purtroppo, dopo tre anni, mi sono dovuta ricredere, in questo partito non mi rispecchio più per come sono io».
«Dieci anni fa, quando mi sono iscritta, ero stata attratta da uno statuto e da un partito – ha aggiunto  la collega in consiglio Ilaria De Sanctis -, in cui le donne e gli uomii, le ragazze e i ragazzi erano coinvolti in un progetto comune. Ad oggi, purtroppo, secondo me questo progetto è miseramente fallito. Questo si rispecchia anche a Teramo città, dove noi consiglieri comunali che intraprendiamo le nostre battaglie politiche dietro non abbiamo la spinta del partito. Qui il partito lo sento solo quando si parla di primarie o di eventuali candidati sindaco. Quello che mi dispiace maggiormente – conclude De Sanctis – è che la decisione di Gianguido di dimettersi da capogruppo sia stata vista come il capriccio di un bambino… Invece ci sono motivi politici ben chiari»:
Anche i due consiglieri di Teramo Cambia appoggiano il nuovo gruppo. Antonio Filipponi di Teramo, Cambia, parlando anche a nome della consigliere Maria Rita Santone, ha significato la loro posizione: «Anche per noi si conclude un percorso – ha detto – e ne inizia un altro accanto a Gianguido, L’abbiamo sentita forte questa necessità, perchè vogliamo dare subito un segno di cambiamento rispetto a un modello che non condividiamo, a un modo di fare politica che non ci appartiene, per adottare una nuova metodlogia con persone nuove che potrebero essere delle risorse per questa città».

GUARDA L’INTERVISTA AI CONSIGLIERI FILIPPONI, DI TIMOTEO E DE SANCTIS

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