Consiglio provinciale: Nugnes lascia la vice presidenza e prevede ripercussioni

TERAMO – Dopo mesi di polemiche questa mattina l’ex vice presidente del Consiglio provinciale, Mario Nugnes di Abruzzo Civico , ha riconsegnato la delega nelle mani del presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino. Nugnes ha comunicato la notizia nel corso di una conferenza stampa e ha spiegato le ragioni della sua scelta. «Le ingiustificate e strumentali – spiega l’ex vice presidente del consiglio provinciale – critiche innescate dal partito di maggioranza non possono continuare a sminuire il proficuo lavoro che in questi mesi abbiamo portato avanti in armonia e condivisione con tutti i consiglieri di maggioranza tranne uno, al fianco del presidente Di Sabatino». Una frecciata, non troppo velata, al neo capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale di Teramo, Maurizio Verna, che non ha mai ‘digerito’ la scelta del presidente Di Sabatino di affidare la vice presidenza al civico Nugnes. «Non conosco – ha continuato Nugnes – le ragioni dell’operato di Verna: non credo sia stato mosso da ragioni personali né voglio credere che sia stato delegato da una parte del Pd perché farebbe di lui una persona telecomandata e non voglio pensarlo. Non ritengo che ci sia l’intenzione di un singolo, in questo caso Maurizio Verna, ma di una parte del Partito che più volte ha avuto parole di contrasto verso me e verso Abruzzo civico e soprattutto verso un ruolo che a loro avviso metteva in imbarazzo tutta la provincia di Teramo». Nugnes insieme alla vice presidenza ha rimesso nelle mani del presidente Di Sabatino le altre deleghe (bilancio e patrimonio). Per quanto riguarda l’alleanza tra Pd e Abruzzo Civico, Nugnes, seppure tra mille ritrosie e rimandando le decisionbi al livello regionale, ha ammesso che ci saranno sicuramente delle ripercussioni politiche. «Nella consapevolezza – ha concluso l’ex vicepresidente del Consiglio provinciale – che la polemica, tutta interna al partito di maggioranza, non può continuare a rappresentare ‘una spada di Damocle’ sull’azione amministrativa della Provincia, né tantomeno può essere l’alibi di qualcuno per sottrarsi al lavoro da svolgere e alle responsabilità che il ruolo di consigliere implica, voglio lasciare al presidente – al quale va tutta la mia stima – la piena libertà di decidere con serenità, al fine di rasserenare gli animi e prendere le decisioni che riterrà migliori per il futuro dell’ente. Ribadisco la mia totale fiducia nell’operato del presidente e la mia disponibilità nel continuare a lavorare in modo operativo nell’ambito della maggioranza che guida la provincia e all’interno della quale sono stato eletto, nella consapevolezza che il dialogo politico e la responsabilità dei singoli non debbano prevaricare il buon senso ne’ far perdere l’obiettivo comune».

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