Richetti, ecco come è ridotto dentro lo stabilimento. Malavolta jr sul posto depone un mazzo di fiori FOTO

TERAMO – Sono immagini di devastazione, queste che emmelle.it vi propone e che purtroppo riportano alla memoria un altro dramma. quello della Italpannelli di Ancarano. Ma il rogo dell’ex Magus, che fa parte del complesso Richetti, è ancor più grave per il suo carico di drammaticità legato al posto di lavoro dei dipendenti e dellle conseguenze ambientali che questo immane rogo porta con sè. Le foto di questo articolo mostrano come il fuoco abbia divorato tutto e rendono ancor piò plauso al lavoro dei vigili del fuoco che hanno saputo evitare che il bilancio fosse ancora maggiore. Tutto è andato distrutto nel capannone che fungeva da magazzino dei materiali di imballaggio e di prodotti finiti, con il grande rischio corso dalle altre strutture vicine.
Questa struttura industriale che in una notte è andata distrutta, ha una storia gloriosa e la sua devastazione chiude definitivamente un’epoca, cancellando anche le tracce del ricordo. Qui c’era la Magus del gruppo Malavolta poi Foodinvest, un gruppo che nel corso degli anni a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 aveva dato lavoro a centinaia e centinaia di persone e che era l’azienda di punta del tessuto industriale teramano, allora prospero. Un’azienda che è passata attraverso vicissitudini diverse da un incendio, tra procedure fallimentari e vendite. Oggi il capannone è di proprietà delll’Alfagomma che l’aveva affitato alla Richetti. Era uno dei gioielli dell’impero di Aristide Romano Malavolta. Proprio per questo, stamattina, il quartogenito Andrea si è recato sul posto per lasciare un mazzo di fiori, in ricordo di quello che il padre aveva creato e che in queste ore anche il fuoco ha contribuito a distrugguere.  

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