Acs-Riccitelli, il bando per la gestione finisce sotto accusa

TERAMO – E’ un pastrocchio il bando per la gestione del teatro comunale cittadino. E non lo è soltanto per la polemica a distanza lanciata da Abruzzo Circuito Spettacolo che ostracizza la Primo Riccitelli nell’allestimento del cartellone di prosa per la nuova stagione. Che sia un pastrocchio lo sa anche il sindaco Maurizio Brucchi che non fa valere la forza ingiuntiva dell’Ente proprietario di fronte al diniego dell’Acs di fornire la programmazione annuale delle date, ma addirittura coinvolge in una mediazione l’avvocato Manola Di Pasquale, suo ex concorrente alla poltrona di sindaco tre anni fa. Curiosa la politica: in questa polemica si rimescolano i ruoli politici degli schieramenti che si contrapposero alle elezioni comunali del 2014. Eleonora Coccagna, referente di Acs, era candidata nella lista di Forza Italia del sindaco Brucchi, assieme a quell’Italo Ferrante, consigliere comunale, che siede nel Cda della Riccitelli. E nella Riccitelli, al contrario, ci sono i consiglieri Maurizio Verna e Francesca Di Timoteo, che di Manola Di Pasquale sono o erano compagni di partito nel Pd. La chiamata in causa di Brucchi, dà modo al presidente dell’Izs – che i rumors darebbero per presunta regista della diatriba Acs -, di rigettare questa attribuzione, di accettare il coinvolgimento e di picchiare subito duro… sul sindaco. Manola assolve Acs e Riccitelli e accusa il Comune di aver preparato un bando che esso stesso ha messo in concorrenza due realtà che le stagioni di prosa le allestiscono. Non si può non essere d’accordo su questo: quel bando è un pastrocchio. Che fosse nato male, lo attesta la storia stessa della gara con le tante vicissitudini affrontate. Ma l’esperienza non è servita al Comune per tanti altri aspetti. Ad esempio: l’aggiudicazione c’è stata e la consegna del bene comunale pure. Ma gli uffici preposti hanno mai effettuato la verifica dei documenti presentati per l’aggiudicazione? E’ tutto in regola? I requisiti richiesti sono stati soddisfatti? Ben venga la mediazione, perchè scoperchiare un vaso di Pandora non converrebbe soprattutto alla cultura, nella città candidata ad esserne la capitale 2020.

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