Il Terremoto non ferma le iscrizioni all'UniTe

TERAMO – Neanche il terremoto ha arrestato il trend positivo dell’Ateneo teramano. Nonostante la proroga delle immatricolazioni, infatti, sono già 480 le iscrizioni al test di Medicina Veterinaria, quasi cento in più rispetto allo scorso anno. A renderlo noto il rettore dell’Università di Teramo, Luciano D’Amico, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo corso magistrale sull’Economia dell’Innovazione in collaborazione con La Sapienza di Roma. L’indirizzo, il quarto in lingua inglese, va a completare l’offerta formativa dell’Ateneo. Il progetto si inserisce nell’ambito della spinta internazziolizzatrice di UniTe che ad oggi tra i suoi 7mila iscritti conta circa 370 studenti stranieri. «Con il nuovo corso magistrale in lingua inglese – ha spiegato D’Amico – chiediamo ai nostri studenti qualche sforzo in più in termine di impegno che verrà ampiamente ripagato con la qualità della formazione e in prospettive di occupazione».

Una politica, quella di UniTe, che non ha tardato a dare frutti, portando il Campus di Coste Sant’Agostino al secondo posto della classifica Censis tra i piccoli atenei statali. Complici del traguardo raggiunto una serie di strategie volte a potenziare l’offerta formativa e a rendere il polo universitario sempre più attrattivo per studenti e cittadini. Ma nonostante i risultati raggiunti, sono tante le cose da migliorare. L’Università di Teramo, infatti, è scesa nella graduatoria delle borse di studio concesse. Da migliorare anche i servizi offerti agli studenti. In quest’ottica, l’Ateneo si sta muovendo con la realizzazione del nuovo studentato di via Crucioli gestito dall’Adsu in quattro anni. Il progetto, dovrebbe essere completamente finanziato ad ottobre.

NOVITA. «Procede – come www.emmelle.it aveva già anticipato nei giorni scorsi – il progetto del recupero dell’ex manicomio di Porta Melatina, che dovrebbe ospitare il polo umanistico dell’Ateneo. «Abbiamo da poco pubblicato – spiega D’Amico – gli avvisi per le rilevazioni geo radar e mappatura laser di tutta la struttura. Completate le procedure partiremo con i sondaggi archeologici e con il bando del progettazione. All’ex manicomio, come è noto, sorgerà la Cittadella della cultura che ospiterà la Facoltà di Scienze della Comunicazione, il Dams e tutta una una serie di laboratori che verranno messi a disposizione della città. Ci sarà un Auditorium nella chiesa di Sant’Antonio Abate, un Teatro di ateneo, la cineteca e laboratori multimediali e di informatica». Altra sfida dell’Ateneo la realizzazione di una serie di laboratori che vedranno il raddoppio polo di piano d’Accio e recupero dell’ex mensa. Il progetto prevede quattro impianti pilota delle della principali produzione agroalimentari linea latte, linea cereali, linea vino, linea olio. saranno messi a disposizione del territorio.

CABINOVIA. Per il rettore D’Amico la conferenza stampa è stata anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa sulla spinosa questione della Cabinovia. «Il progetto – ha spiegato D’Amico – avrebbe risolto non solo il problema del collegamento dei poli dell’Ateneo ma avrebbe riportato gli studenti in Centro storico. Dare priorità ad una rotonda e ad un ponte ciclopedonale è un atto non coerente con la vocazione universitaria manifestata più volte dalla città. Teramo ha rinunciato ad un progetto innovativo a costo zero, perché la nuova struttura sarebbe stata totalmente finanziata (Masterplan) e l’Università avrebbe provveduto a coprire tutti i costi di gestione».

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