Case Ater Teramo: servono 70 milioni di euro. D'Alfonso: «Lavori entro il 2018 e prima sugli edifici B»

L’AQUILA – E’ di circa 70 milioni di euro la richiesta di finanziamento avanzata dall’Ater della provincia di Teramo, per il recupero di edilizia abitativa pubblica, non statale, dopo gli eventi sismici del 2016/2017. Oltre 65 milioni di euro il costo ammissibile, mentre ammonta a circa 10 milioni di euro la richiesta proveniente dai Comuni del cratere e del fuori cratere; sono 60 i Comuni – di cui 57 ammessi a finanziamento – del comprensorio teramano che hanno fatto pervenire domanda all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione d’Abruzzo. 60 gli immobili classificati B, 12 quelli classificati E. I dati sono emersi nel corso della riunione operativa sul primo piano di recupero di edilizia abitativa pubblica svoltasi a L’Aquila a Palazzo Silone. Alla riunione convocata dal Presidente D’Alfonso, hanno preso parte i sindaci del comprensorio di Teramo (per Teramo c’ra l’assessore ai Lavori Pubblici, Franco Fracassa), il direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione d’Abruzzo, Marcello D’Alberto, i vertici Ater di Teramo. Dalla riunione è emersa la volontà di dare priorità, in ordine di tempo alla classificazione B, poi alla E. «Il miglioramento sismico – ha detto D’Alfonso – deve essere fatto entro il termine del 31 dicembre 2018».

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