Finisce in Procura il 'pasticcio' della consegna dei tesserini venatori. Sotto accusa l'organizzazione dell'assessore Pepe

TERAMO – Finisce sul tavolo della Procura teramana la denuncia di due cacciatori che si sono visti rifiutare la consegna dei teserini venatori, nonostante avessero presentato tutta la documentazione necessaria, perchè si sarebbero rifiutati di compilare e consegnare una misteriosa "Scheda del cacciatore", che a detta di chi querela non è prevista da alcuna normativa. Quello che Francesco Triozzi e Danilo Agostini raccontano nella loro denuncia contro l’ufficio caccia della Regione Abruzzo di Teramo, è però anche atto d’accusa più generale che rappresenta ennesima puntata dell’annosa polemica del mondo venatorio nei confronti dell’apparato regionale. Un j’accuse che parte dal rifiuto delll’impiegato regionale, dopo esseersi consultato con il dirigente, di consegnare il tesserino di cacciatore e che mette nel mirino delle doppiette l’assessore regionale al ramo Dino Pepe, ‘reo’ tra ‘altro di accompagnare la consegna dei tesserni con «una lettera personale – scrivono i querelanti -per esaltare il lavoro svolto», che sa tanto di propaganda elettorale. L’occasione della denuncia per l’increscioso episodio dell’ufficio caccia, è utile per criticare la diversa ‘organizzazione, rispetto al passatto, delle procedure di rilascio dei tesserini ventori. «Fino all’anno scorso la Regione – scrivono Triozzi e Agostini – distribuiva i tesserini ai Comuni di competenza cosicché i cacciatori potevano ritirarli senza sottoporsi a diversi e lunghi viaggi, perdendo anche giornate di lavoro. Ogni cacciatore poteva recarsi nel proprio comune di residenza per il ritiro del proprio tesserino. Oggi i tesserini invece si possono ritirare solo negli uffici di Teramo, Nereto e Atri. Prima 5000 cacciatori avevano a disposizione 47 uffici comunali vicino casa, adesso si devono recare in soli tre uffici con l’evidente aumento delle file e delle perdite di tempo».

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