Crisi Comune, stavolta è forse finita davvero: dimissioni in blocco pronte per lunedì a mezzogiorno

TERAMO – E’ probabile che la richiesta di far slittare il consiglio comunale straordinario da parte dei fedelissimi di Brucchi, diventi indirettamente la pietra tombale della giunta cittadina. Perchè avrà fatto sì che quello che non era riuscito a Pomante, ovvero la chiamata dal notaio per firmare le dimissioni, diventi realtà attraverso un appuntamento interno all’ente, davanti al segretario generale. La campanella di fine corsa dell’amministrazione potrebbe suonare lunedì prossimo a mezzogiorno, beffardamente prima del fatidico consiglio comunale in cui, il 7 dicembre, si dovrebbero ‘contare le pecore’ di questa battaglia politica a suon di colpi di scena. Sono questi la data e l’orario scelti dalla maxi-opposizione creatasi con il contributo del gruppo di Futuro In e della civica Al centro per Teramo: gli 8 consiglieri ‘gattiani’ e ‘dalmati’ si aggiungeranno a 11 consiglieri dell’opposizione in senso lato per consegnare al segretario generale facente funzioni, Fulvio Cupaiolo, le proprie dimissioni. E sarebbero anche di più dei 17 necessari. L’uscita della maggioranza dei componenti dell’assise civica, come successo anche ieri a Nereto, porterebbe alla chiusura anticipata della consiliatura per ‘caduta’ dell’amministrazione Brucchi. Scacco matto ancora una volta? Questa è l’intesa, che ha raccolto attorno ad essa oltre agli ex di maggioranza, anche i tre consiglieri Pd, quelli del gruppo di Gianguido D’Alberto, i 2 di Teramo Cambia, la Teramo 3.0 Marroni, il grillino Berardini, l’arancione Pomante. Dei 12 sui banchi opposti, insomma, mancherà la sola Cardelli, di recente allineata. E’ altrettanto vero che, abituati e attenti alle dichiarazioni di queste ultime settimane, tutto potrebbe ancora accadere, anche la diserzione dell’ultima ora di questo appuntamento, tuttavia stavolta l’intenzione sarebbe molto più concreta di altri precedenti casi e dunque il consiglio straordinario di martedì 5 dicembre potrebbe non tenersi. E Brucchi, come recita un antico adagio locale per gli allenatori di calcio, potrebbe non ‘mangiare i caggionetti’ da sindaco (ovvero non essre più tale a Natale).

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