Esplosione asilo di Piano d'Accio, il Comune liquidato con 200mila euro

TERAMO – Nuova udienza, a Teramo, nell’ambito del processo per disastro colposo per l’esplosione della scuola materna di Piano D’Accio – avvenuta il 3 ottobre del 2013, poco dopo l’uscita da scuola dei 34 bambini che frequentavano la materna – udienza che ha visto la chiusura dell’istruttoria con la prossima udienza, fissata per il mese di marzo, in cui è attesa la sentenza. Davanti al giudice, Flavio Conciatori, cinque dirigenti della Cpl Concordia, la società di Modena che ha in appalto la gestione degli impianti termici nelle scuole, responsabili a vario titolo, secondo la Procura, di non aver garantito il rispetto delle norme di sicurezza nel vano caldaia. Nel corso dell’udienza odierna è stata anche depositata la revoca della costituzione di parte civile del Comune di Teramo, presentata in Tribunale qualche giorno fa e che fa seguito all’accordo transattivo raggiunto con la società, sulla base di circa 200mila euro.

L’esplosione per i consulenti della Procura fu provocata da tutta una serie di carenze manutentive che, a fronte di una fuga di gas provocata, secondo gli stessi consulenti, dalla rottura di un riduttore di pressione, avrebbero fatto si che quest’ultimo invece di uscire all’esterno saturasse il vano caldaia, dove la fiammella del boiler avrebbe fatto da innesco

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