Smantellata l'organizzazione teramana che trafficava coca dal Perù, dopo l'arresto dell'insospettabile di Civitella con droga per 2 mln di euro

TERAMO – A seguito di una complessa ed approfondita attività d’indagine svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Teramo, coordinata dalla Procura della Repubblica di Teramo, sono state eseguite tre ordinanze cautelari emessa dal gip presso il Tribunale di Teramo, Domenico Canosa, su richiesta della Procura della Repubblica, per i reati di importazione di cocaina per quantitativi rilevanti, destinati al mercato teramano. L’operazione, denominata “the king dancer”, ha portato in cella tre persone: due di nazionalità italiana alle quali è stata applicata la custodia cautelare in carcere, mentre la terza persona è una cittadina colombiana alla quale è stata applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.Tutti ssono stati rintracciati nel territorio di Ascoli Piceno.
Le fonti di prova che hanno permesso di accertare l’esistenza, nel territorio della provincia di Teramo, di una ben organizzata attività di importazione di cocaina sono consistenti ed hanno preso le mosse dall’arresto di un 37enne di Civitella del Tronto, nell’ottobre 2016, all’aeroporto di Roma-Fiumicino che aveva con sè una valigia contenente circa 5 chili di cocaina purissima. Le complesse attività investigative, comprensive anche di attività tecniche di intercettazione telefonica su alcune utenze e di intercettazione ambientale operata a bordo di automezzi in uso ad alcuni degli indagati, consentivano di individuare gli organizzatori dell’importazione dello stupefacente.
Inoltre, l’attento ed encomiabile lavoro ricostruttivo della Squadra Mobile della Questura di Teramo ha permesso di effettuare, nel corso dei mesi di indagine, altro sequestro di stupefacente nei confronti degli indagati.
Nel corso dell’attività investigativa si accertava, dunque, che il gruppo criminale, con la collaborazione di alcune persone dimoranti in Perù, era in grado di contrattare l’acquisto per la successiva importazione dal Sudamerica di partite di stupefacente del tipo cocaina.
I destinatari delle odierne misure cautelari sono soggetti di elevata pericolosità, gravati da precedenti denunce per gravi reati, tra i quali anche reati proprio in materia di stupefacenti. Assai significativo è il fatto che le condotte contestate siano aggravate sia ai sensi dell’articolo 80 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 309/1990 in quanto dallo stupefacente importato si sarebbero potute ricavare circa 27.000 singole dosi di cocaina per un valore di oltre 2 milioni di euro, ed inoltre dall’articolo 4 della legge n. 146 del 2006 in quanto si tratta di un reato consumato da un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato (cosiddetto reato transnazionale).

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