Gianni Chiodi: «A Roma con l'esperienza della nostra ricostruzione e delle tasse diminuite»

TERAMO – Risanamento della Sanità, competenza in materia tributaria, feeling con la materia dei fondi europei, ma soprattutto l’esperienza che gli deriva dall’aver governato una Regione in un momento in cui serviva impegnarsi per ricostruire dopo il tremendo sisma aquliano: sono gli elementi fondanti del programma con cui Gianni Chiodi affronta questa campagna elettorale per il Parlamento, candidato capolista alla Camera nel collegio L’Aquila-Teramo per Noi con l’Italia – Udc: «Ho accettato la candidatura con Noi con l’Italia – spiega Chiodi – in quanto aderente ed in linea con il mio modo di fare politica fondato su fatti concreti e senza millantare promesse; come ho fatto nel quinquennio della mia presidenza regionale, impegnandomi con tutte le mie forze su una serie di obiettivi di straordinaria importanza per la nostra comunità a cominciare dal risanamento del Sistema sanitario regionale, per il quale ho creato i presupposti per la conclusione del Commissariamento da parte del Governo, contemperando l’attenta verifica dei conti con importantissimi investimenti quali la ristrutturazione di reparti e Pronto Soccorso, l’acquisto di nuove attrezzature per la diagnostica di ultima generazione, consentendo ai cittadini di usufruire di una sanità migliore».
Meno tasse per gli italiani, come lo fu per gli abruzzesi, è uno slogan a lei caro: «Sono favorevole alla riforma del sistema tributario che preveda, anche attraverso l’introduzione di un’unica aliquota fiscale, una riduzione significativa della pressione tributaria sui cittadini – dice il Governatore emerito -. Sì, nel mio piccolo, ho attuato questa politica per la Regione Abruzzo riducendo del 30% le addizionali Irpef ed Irap con il risultato di ridistribuire agli abruzzesi e alle imprese decine di milioni di euro, nella convinzione che siano più bravi i cittadini a destinare le loro risorse di quanto non lo siano i politici».
Crede nella possibilità di un buon futuro in questa regione per i suoi giovani? «Il futuro del nostro territorio passa necessariamente per la capacità di intercettare e di conseguenza di spendere fondi europei e statali, al fine di contrastare la crisi attraverso misure concrete soprattutto in favore dei giovani e comunque di coloro che sono al di fuori del mondo del lavoro – è il pensiero di Chiodi -. Il rilancio dell’occupazione, realizzato attraverso il reperimento di risorse dedicate all’investimento e coniugato con la riduzione della pressione fiscale, rappresenta a mio modo di vedere l’unica ricetta per offrire un futuro migliore ai nostri figli».
Lei che la ricostruzione l’ha gestita nel 2009, come ritiene che si possa vederla partire anche nel Teramano? «Io credo che l’attuale gestione della ricostruzione del terremoto 2016/2017 sia assolutamente inadeguata ed il confronto con le misure ed i risultati ottenuti in occasione del terremoto di L’Aquila appare a chiunque impietoso. All’epoca ero Commissario del Governo per la ricostruzione e nel giro di 100 giorni fummo capaci di consegnare 5.500 casette per 25.000 persone – ricorda Chiodi -. La gestione Renzi-Gentiloni ha fatto sì che ad un anno e mezzo dal sisma 2016-1017 interi paesi del Centro-Italia e dell’Abruzzo attendano non solo una dignitosa soluzione abitativa, ma addirittura la rimozione delle macerie. Il tema della ricostruzione deve essere centrale per il prossimo Governo e mi impegnerò affinché vengano destinate le risorse necessarie per la ripresa della vita sociale delle comunità colpite».

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