Ricostruzione lenta, protesta degli sfollati all'Usr: «Vogliamo tornare a casa» FOTO

TERAMO – Non è stata una protesta eclatante sotto il profilo della partecipazione. Anche perchè gli ordini professionali e i costruttori, anch’essi invitati, avevano giocato d’anticipo incontrando a parte il direttore, illustrando richieste e perplessità. Così la manifestazione sotto la sede dell’Ufficio speciale per la ricostruzione in via Cerulli Irelli ha visto partecipare solo gli sfollati, pochi per la verità, radunati dall’ex assessore  comunale alla ricostruzione, Franco Fracassa e dal presidente dell’Associazione consumatori Robin Hood, Pasquale Di Ferdinando. Non c’è stata interlocuzione, con il direttore Marcello D’Alberto, perchè come sostiene Di Ferdinando, «il problema è della politica che non mette questo ufficio in condizione di funzionare». «IL direttore, che secondo noi si è espresso anche in maniera fuori luogo nei giorni scorsi – ha detto il referente di Robin Hood – adesso dice che ha bisogno di personale, di strumenti e che ci sono difficoltà sulla piattaforma Mude: perchè solo adesso lo dice? Si organizzano corsi per i tecnici se questo è il problema».
«Questa è una manifestazione di persone che chiedono la ricostruzione, persone normali che vivono fuori casa da un anno, molti in albergo, dentro una stanza di pochi meti quadrati – ha detto Fracassa -. Su Teramo la ricostruzione è pari a zero, su tutto il cratere siamo a 5-6 pratiche. E’ certificato che a Teramo ci sono al momento 500 edifici di categoria B che diventeranno 700 a breve con la scadenza della presentazione delle schiede AeDes». Sono queste le tipologie di danni, lievi, che potrebbero esssere messe in sicurezza subito permettendo alle famiglie di rientrare in casa e di diminuire il grave peso del’Autonoma sistemazione sulle casse pubbliche. «Il vero dato – ha aggiunto Di Ferdinando – è che questo ufficio, dove ci sono 20 persone, in oltre un anno ha tirato fuori solo 7 progetti, dei quali due nell’ultimo mese».

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