Di Sabatino candidato del Pd mentre il centrodestra prova a convincere Di Dalmazio. Intanto Gatti arruola truppe negli Enti

TERAMO – Sono condizionate, e non poco, dal recente risultato delle Politiche, le grandi manovre che porteranno alla formazione delle liste e all’individuazione delle candidature a sindaco per le prossime elezioni comunali. Se nel centrosinistra il direttivo provinciale del Partito democratico ha affidato al presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, il mandato per sondare le forze di centrosinistra, civiche comprese, sul sostegno alla sua candidatura a sindaco, nel centroidestra, in attesa di un tavolo formale della coalizione, l’attività più intensa la sta svolgendo Futuro In, il cui leader Paolo Gatti ha imbastito una serie di riunioni con almeno quattro decine di candidati che dovrebbero formare due liste di appoggio al candidato sindaco. Sonostati suddivisi in tavoli di lavoro che provvedono a buttare giù i punti su cui sviluppare il programma, coordinati dagli ex assessori uscenti (Fracassa e Provvisiero) ed ex consiglieri comunali (Salvi e Quintiliani).
I candidati di Gatti. Con una strategia che prevede prima la formazione delle liste e poi l’individuazione (o sarebbe meglio dire l’approvazione) del candidato sindaco, il vice presidente del Consiglio regionale sta raccogliendo nomi e numeri ‘pescando’ molto nella pubblica amministrazione. I primi a rispondere alla proposta di impegnarsi nella campagna elettorale per il Comune sono stati infatti dipendenti del Ruzzo come dell’Istituto zooprofilattico, note dirigenti della scuola (oltre alla preside Provvisiero) molti liberi professionisti, sportivi di richiamo. Manca però il condottiero, ma questo dipenderà molto dalla coalizione che Gatti cercherà di aggregare. O almeno, questo è quanto si spera nella… coalizione. Il centrodestra è insomma in cerca di autore e sembra che ci sia il timore di fare il primo passo verso una proposta aggregante.
Favorito Di Dalmazio. Anche se in città sono diversi i pareri di chi vede lo stesso Gatti come possibile candidato, molti danno per favorito quale aspirante sindaco Mauro Di Dalmazio. Il defilarsi dai riflettori delle Politiche lasciando spazio a Chiodi avrebbe fatto da preludio al grande passo del leader della storica civica Al Centro per Teramo, forte di buon apprezzamento e presenza. Ma lui non ne vorrebbe sapere e i suoi fedelissimi sono impegnati nella difficile opera di convincimento. Una candidatura di Mauro Di Dalmazio porrebbe le basi per una caratterizazione veramente civica della coalizione di centrodestra, dove la lista ‘dalmata’ potrebbe ricevere sostegno da altre liste di estrazione civica di candidati di riferimento di partiti come la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia e che potrebbe aggregare anche quella forza, meno consistente che sulla costa ma pur sempre utile, dell’ex deputato Sottanelli. Ma tutto dipenderà da come Gatti si porrà di fronte a questo scenario: da ‘mazzaro’ o da gregario? C’è già chi premette che non accetterà l’imposizione di un sindaco ‘gattiano’, chi ricorda al contrario che senza la forza elettorale della fu lista di maggioranza relativa il percorso potrebbe essere breve, a maggiori ragione per la presenza di un rinnovato ‘grillismo’ spinto.
Il ruolo di Forza Italia. Ma per avere le idee più chiare bisogna capire la posizione di Forza Italia. E anche qui il discorso ruota attorno a Gatti. Non convincono infatti le dichiarazioni del coordinatore regionale Nazario Pagano, con cui annuncia un suo ruolo di primo piano nel tavolo che deciderà il candidato sindaco: il precedente tentatiuvo di mediazione tra Gatti e Brucchi per seprarali nella zuffa non è stato un successo. Ma Gatti può stare in Forza Italia e assieme anche in Futuro In? Chissà. Certo Forza Italia, Futuro In e un’eventuale appoggio della Lega attraverso il coordinatore comunale Roberto Canzio potrebbero non essere sufficienti a portare questo centrodestra al ballottaggio che sembra essere l’apputamento sicuro di questa tornata elettorale. E Brucchi? L’ex sindaco sta meditanto di fermarsi… un giro. L’ìobiettivo resta quello della candidatura alla Regione, passata in primo piano rispetto a una ‘strana’ idea che avava in testa, quella di candidarsi a consigliere comunale.

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