Il centrodestra implode e spinge Morra a mollare: «Atteggiamenti puerili, il mio nome non è in gioco»

TERAMO – «Il centrodestra avrebbe bisogno di altri atteggiamenti per recuperare su quanto avvenuto negli ultimi tempi e per costruire una dimensione di città che vorremmo tutti e invece si continua a litigare con posizioni bambinesche che non producono nulla: non fanno parte del mio costume e del mio modus operandi,  non voglio far parte di questa deriva comunicativa». Giandonato Morra rinuncia, le litigiosità e le contrapposizioni all’interno del centrodestra cittadino sono più forti della sua volontà di cercare una quadra. «Da adesso in poi tratteranno con Fratelli d’Italia a cui faranno una proposta programmatica che il partito valuterà e non sono disponibile nemmeno al mandato esplorativo che ieri sera mi hanno affidato: l’unico che rispetto è quello che mi conferiscono i miei clienti – chiude un Morra piuttosto seccato -». Quanto temuto si pè avverato dunque: «Di solito le coalizioni discutono sul nome del candidato – osserva il coordinatore regionale di FdI -. Qui invece tutti indicano me, ma ognuno separatamente, e nel frattempo si lanciano veti incrociati». Non c’è soltanto la critica dell’ex sindaco Brucchi alla rappresentatività interna a Forza Italia a un tavolo decisionale all’origine della decisione di Morra: ci sono le contrapposizioni del gruppo di Mauro Di Dalmazio verso quello di Paolo Gatti, le dichiarazioni del coordinatore comunale della Lega, Roberto Canzio, risentito per il mancato invito a un precedente tavolo organizzato dai civici, le fibrillazioni di Abruzzo Civico espresse dall’ex consigliere comunale Gianluca Pomante. Lo stesso Morra lo aveva anticipato nelle dichiarazioi proprio ad emmelle.it: con i veti incrociati e con i piccoli gruppi sarà ‘tana libera tutti’. Il nascondino insomma è già finito.

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