Don Elvio assolto dall'acccusa di violenza: «Fu una trappola». I legali chiederanno il risarcimento

GIULIANOVA – Era stato arrestato, aveva subìto la detenzione in carcvere e poi quella ai domiciliari in una struttura religiosa, sospeso dalla sua funzione di parroco attraverso la quale si era fatto apprezzare nella parrocchia dell’Annunziata, a Giulianova Lido. Don Elvio Re oggi viene riabilitato da una sentenza di appello che lo ha assolto, "perchè il fatto non sussite", da un’accusa infamante: aver tentato di violentare una 50enne, che aveva raccontato di essere stata aggredita nella sua abitazione di Santa Maria degli Angeli, a Perugia. Non era vero, anzi, come hanno sostenuto i suoi legali, fu una trappola, ordita da madre e figlia, che oggi sono detenute per altri reati. Il 67enne prelato originario di Civitanova Marche, finiì in manette nel 2013 e l’anno successivo fu condannato con il rito abbreviato a due anni di reclusione dal gip, nonostante continuasse a proclamarsi innocente. Nel processo di appello è stato lo stesso procuratore generale a chiedere l’assoluzione dell’imputato. I suoi legali hanno annunciato che presenteranno richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione.

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