«Libertà, valore da difendere e conservare». Anziani e giovani celebrano il 25 aprile FOTO

TERAMO – E’ sempre più forte il significato delle celebrazioni dell’anniversario della Liberazione d’Italia che ogni 25 aprile riporta indietro la memoria affincè si asempre vivo il sacrificio per la democrazia e la libertà. Teramo, in una provincia medaglia d’oro al valor civile dal 2005, ha celebrato come di consueto la lotta di liberazione e la vittoria sull’invasore con la deposizione della corona d’alloro al monumento ai caduti della Resistenza in piazza della Libertà alla Madonna delle Grazie. Significativo oltre alla presenza dei gonfaloni delle associazioni combattentistiche e di chi quella guerra l’ha vissuta in prima persona, anche il contributo dei giovani delle nuove generazioni, con la nutrita delegazione di Azione Antifascista e di Potere al Popolo. Erano presenti anche i candidati sindaco che più sentono questo giorno, cone Giovanni Cavallari, Gianguido D’Alberto e il pentastellato Cristiano Rocchetti. E’ ai giovani, come ha sottolineato il prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, che viene inviato il messaggio, attuale, di quanto valore abbia quella lotta di Liberazione: «La lezione che ci viene dalla Resistenza è di unità di persone di diverse estrazioni sociali che si sono spese per riportare la libertà e la democrazia. Noi siamo impegnati in una battaglia quotidiana – ha aggiunto il prefetto – perchè vediamo forme di antisemitismo, nuove diseguaglianze, nuovi razzismi e forme di attacco alla democrazia. Tutti noi e soprattutto i giovani dobbiamo essere attenti a questo e alla difesa del patrimonio di democrazia e libertà che la Resistenza ci ha lasciato. Nella resistenza si affermarono i valori alla base della nostra democrazia poi trascritti nella costituzione dei padri costituenti». Valori riaffermati anche da Antonio Topitti, presidente dell’Anpi di Teramo: «La libertà fa sì che ogni cittadino possa manifestare il proprio credo in tutti i camp: non è una cosa assodata una volta per sempre, va custodita di continuo perchè i rigurgiti ci sono sempre. Noi grazie alla lotta partigiana abbiamo avuto la nostra carta costituzionale. E come diceva Pertini, meglio la peggiore democrazia che la migliore dittatura: la democrazia ha sempre in sè gli elementi corettivi». 

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