La confessione di Rudy: «A Gatti servivo per i voti. Rigenerarsi? Non si fa senza esame di coscienza»

TERAMO – Era stato apprezzato il suo gesto di dimettersi da assessore, lo era stato anche quello di lasciare lo staff di Paolo Gatti alla Regione, ancor più la decisione di non ricandidarsi dopo aver speso l’anima per rimettere in piedi un nuovo progetto politico, quello che adesso è Azione Politica, fidando sulle sue conoscenze e sulle sue amicizie. Oggi, Rudy Di Stefano ha stupito ancora con una conferenza stampa in cui ha messo a nudo se stesso, prima ancora di fare campagna elettorale per Mauro Di Dalmazio, ripercorrendo i momenti bui della sua esperienza in Futuro In, negli ultimi mesi della sua appartenenza al gruppo di Gatti, per chiudere un ragionamento attorno ai perchè del suo schirarsi con il candidato sindaco Mauro Di Dalmazio. «Avrei potuto fare citazioni alla Zelig come quella del rinnovamento competente o batture sulla rigenerazione delle liste – ha esordito – ma sono siccome non ho preparato nulla, vi dico a parole mie perchè ho deciso di schierarmi con Mauro Di Dalmazio». E giù un racconto a cuore aperto, di come sia stato doloroso «dimettersi da assessore dalle deleghe importanti per tenere unito il gruppo», un gruppo che luistesso aveva fondato sull’amicizia e la condivisione di progetti, che col tempo è diventato altro. Di Setfano ha confidato il dolore e le difficoltà di aver lasciato un incarico retribuito alla regione, ritrovarsi senza lavoro per la politica perchè «non volevo rubare lo stipendio: è stato il periodo più brutto della mia vita, è dura sentirsi abbandonato, emarginato, messo all’angolo, non mi veniva chiesto di fare niente, non servivo». E stato qui che ha conosciuto Di Dalmazio e capito «un modo di fare politica diverso, in cui mi sono ritrovato, quello per la gente». «Qualcosa per me è cambiato dopo essermi sentito soltanto uno strumento per portare voti, io che ho  imparato i valori dell’amicizia da Lino Silvino e da mio padre». E’ facile parlare di rigenerarsi, di rinnovamento per Rudy: «Non basta tagliarsi i capelli per dire che qualcosa è cambiato – ha detto il leader di Azione Politica -. Rigenerarsi: lo si fa con un esame di coscienza, ammettendo gli errori commessi, dire dove si è sbagliato e farne tesoro per non ripeterli. Non basta dire: sì qualcosina è andato storto effettivamente… però ci siamo rigenerati». La politica, ha chiuso Di Stefano, «non cinismo, non è potere, non è spartizione su chi deve andare di qua o di là…».

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