Gran Sasso Teramano, l'assemblea approva tre bilanci sospesi ma il liquidatore Saccomandi si è dimesso

TERAMO – La Gran Sasso Teramano a distanza di un anno e mezzo dalla messa in liquidazione, approva i bilanci rimasti in sospeso ma perde il commissario liquidatore. Il commercialista teramano Sergio Saccomandi ha infatti rassegnato le dimissioni e ha contestualmente convocato l’assemblea straordinaria dei soci per l’inizio della prossima settimana quando all’ordine del giorno ci sarà la individuazione del nuovo amministratore. E’ successo tutto nell’assemblea di ieri. La riunione ha proceduto all’approvazione del bilanci relativi alle annualità 2014, 2015 e 2016 e ha discusso del futuro della gestione degli impianti di risalita dei Prati di Tivo, di cui  la Gran Sasso Teramano detiene la proprietà. Saccomandi era stato nominato per gestire la fase liquidatoria della società per azioni ormai quasi tutta a capitale della Provincia, nel gennaio 2017, a poche settimane dalla messa in liquidazione. Il professionista teramano ha provveduto a centrare l’obiettivo fissato, in primis l’approvazione dei conti economici rimasti in sospeso nella gestione Bacchion, anche in presenza di una stagione invernale, quella appena conclusa, ricca di difficoltà per la carenza di neve e un bilancio di gestione degli impianti – che la Gran Sasso ha in proprio – non proprio positivo. L’uscita di scena di Saccomandi (sulla cui decisione hanno influito anche le numerose polemiche e il clima non proprio costruttivo instauratosi ai Prati di Tivo da parte di una piccola frangia di operatori), apre uno scenario di incertezza che sicuramente non fa bene alla spa, avviata verso la trasformazione in srl, approvata di recente, e una serie di incombenze programmatiche ed operative, tra le quali la stagione estiva e la formazione del bando per la gestione pluriennale degli impianti.

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