La festa dopo le polemiche: si ripete l'incoronazione della compatrona dopo quella del '33. La statua restaurata torna in processione

TERAMO – Era il 1933 quando in piazza Martiri la statua rinascimentale in legno della Madonna con bambino riceveva l’incoronazione quale compatrona della città di Teramo, assieme a San Berardo. Il rito si ripeterà, ad 85 anni di distanza, al culmine della processione che dal Santuario muoverà verso la Cattedrale e sarà il momento più alto delle celebrazioni religiose della festa più sentità per la comunità aprutina, quella di Maria Santissima delle Grazie. Quella statua non partecipa al corteo religioso da 33 ann: per l’occasione è stata sottoposta a un delicato restauro, e la sua presenza costituirà momento dunque suggestivo: sarà il nuovo sindaco Gianguido D’Alberto, a Porta Reale, ad offrire alla Vergine il cero e la chiave simbolica della città, prima che il vescovo Lorenzo Leuzzi incoroni di nuovo la statua della Madonna, rivivendo così l’evento del 1933. La processione si avvierà verso la Cattedrale alle 18.30, la messa solenne alle 19 farà da preludio al percorso inverso verso il Santuario, che resterà aperto ai fedeli fino a mezzanotte.
Il restauro dell’opera del 1454. La statua, posta entro la nicchia marmorea dell’altare maggiore del Santuario, è stata al centro di un progetto di risanamento e conservazione, finanziato con il contributo del Lions Club di Teramoaffidato dal rettore del Santuario, padre Vincenzo Galli (sotto la supervisione dello storico dell’arte, professor Germano Boffi), alla ditta abruzzese Mimarc di Antonio Mignemi, restauratore diplomato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, affiancato da Aspasia Formichetti, diplomata all’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma, che ha al suo attivo lavori su opere esemplari della storia dell’arte italiana. Il delicato e complesso lavoro si è svolto sotto la sorveglianza di Maria Grilli funzionario storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo. L’intervento di restauro ha sanato le lesioni, la pulitura ha poi fatto emergere nuovi valori cromatici e stilistici che confermano la raffinatezza esecutiva e la perizia del maestro che l’ha realizzata. L’immagine della Madonna è stata sottoposta ad indagini diagnostiche: radiografie, TAC e fotografie all’ultravioletto, che hanno di fatto rivelato come la scultura fosse stata realizzata in un unico tronco scavato dall’interno per alleggerirlo, ad eccezione dello scranno, delle braccia e del Bambino. L’opera, databile intorno al 1474, anno in cui furono ultimati i lavori per l’adeguamento del convento, costituisce uno dei più alti esempi di scultura lignea del centro Italia. Fu portata dall’Aquila a Teramo per volere di Giacomo della Marca e gli studi in corso potranno fornire ulteriori elementi e forse dare conferma alle tesi che la attribuiscono a Silvestro dell’Aquila, il più noto maestro del Rinascimento in Abruzzo.
Alla statua vengono attribuiti ‘miracoli’. La narrazione popolare attribuisce alla statua anche eventi miracolosi avvenuti all’indomani della sua realizzazione: il carro sul quale viaggiava cadde in un dirupo e un intervento divino mise in salvo la statua, persone e animali che la trasportavano; tanto clamore suscitò l’evento che sul luogo  fu costruita un’edicola votiva, poi trasformata in chiesa, quella di Santa Maria della ‘Cona’, appunto; alla Madonna delle Grazie è anche attribuito il salvataggio di Teramo dall’assedio degli Acquaviva nel 1521.
Piazza libera dopo le polemiche: tutto pronto anche per i ‘botti’. Il piazzale del santuario, dopo le polemiche delle ultime ore, è stato liberato dalle attrazioni più grandi e ingombranti, quelle che secondo la Soprintendenza ostcalavano la visuale della Chiesa e ne minavano la sicurezza con la musica e le vibrazioni. Ma soltanto una delle grandi attrazioni è stata riallestita in piazzale San Francesco, dove resteranno fino a conclusione della festa. Il viale Madre Teresa di Calcutta è invece tradizionalmente occupato dalle bancarelle degli ambulanti. Tutto pronto anche per i botti: i fuochi pirotecnici, attrazione tra le attrazioni del programma civile della festa, ads opera della ditta ‘Giuseppe Di Marco’, sono in programma alla mezzanotte. Già dalla mattinata per le vie della città e poi nel corso di una performance sotto ai portici di corso San Giorgio, si udiranno le note della banda di Francavilla Fontana.

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