False accuse contro il questore: a giudizio una donna e l'amico ex carabiniere

TERAMO – Calunnia e procurato allarme: si chiude con due rinvii a giudizio la prima fase giudiziaria dell’inchiesta che ha fatto luce sulle accuse di stalking e violenza mosse da una teramana nei confronti del questore di Teramo, Enrico De Simone. Il gup Domenico Canosa ha fissato al 4 dicembre prossimo il processo a carico di Tiziana Panichi e dell’ex luogotenente dei carabinieri Giorgio Ciccone, rispettivamente accusati di calunnia aggravata e di procurato allarme. Non erano vere le accuse riferite agli investigatori e a tre magistrati che il responsabile dell’ordine pubblico avesse aggredito la donna nella sua abitazione davanti ai due figli minori e tantomeno che lo stesso avesse esploso tre colpi di pistola nel garage della stessa casa, addirittura, in una delle due versioni fornite, contro la macchina di un alto esponente del governo, giunto a Teramo per esprimere solidarietà alla donna. Ci sono voluti mesi di intercettazioni, interrogatori, una sfilata di persone informate sui fatti, per arrivare a scagionare il questore (con decreto di archiviazione firmato dal gup Roberto Veneziano) per far virare di 180 gradi l’inchiesta contro i due. Il questore nel processo sarà parte civile, con la richiesta di indennizzo di mezzo milione di euro. Una indagine che ha chiarito come il questore non avesse mai conosciuto la donna e come tra di loro non ci fossero stati mai contatti. Una vicenda che proprio un anno fa ebbe grande eco sul web, mai accompagnata però da riscontri oggettivi.

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