Tutta Notaresco saluta il suo sindaco. Il parroco: «Lasciata la politica Valter ha ritrovato Gesù» FOTO

NOTARESCO – Sindaci, consiglieri comunali, dipendenti ed ex assessori della sua squadra in Provincia, ma tanta, tanta gente comune, soprattutto suoi concittadini: ai funerali di Valter Catarrza le presenze istituzionali si sono confuse con quelle ‘normali’ a testimoniare la grande popolarità dell’ex presidente della Provincia. Notaresco si è bloccata nel giorno del lutto cittadino e ha riempito la chiesa madre e le piazze intorno. Già da circa un’ora prima la politica ha preso posto tra il municipio e la chiesa. Una ventina i sindaci, guidati da Diego Di Bonaventura e tra gli altri, Gianguido D’Alberto di Teramo, Ennio Facciolini di Montorio, Vincenzo Di Marco di Castellalto, Severino Serrani di Penna Sant’Andrea, Michele Petraccia di Pietracamela, Massimo Vagnoni di Martinsicuro, Rosanna De Antoniis di Castel Castagna, Gabriele Minosse di Cortino, Rinaldo Seca di Castelli, c’erano gli ex parlamentari Paolo Tancredi e Tommaso Ginoble, il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino e l’ex Claudio Ruffini, il consigliere provinciale Mario Nugnes, e tanti ex della squadra di Catarra in Provincia, a cominciare dagli ex assessori Eva Guardiani, Vincenzo Falasca, Ezio Vannucci, Francesco Marconi, gli ex consiglieri Luca Corona ed Emidio Di Matteo, l’allora presidente del Consiglio, Mauro Martino. A don Giuseppe Micochero il compito di ricordare l’ex amministratorem svelandone una intimità credente inedita per chi lo aveva conosciuto pubblicamente. Non è mancato il richiamo del parroco al pericolo della politica di ‘disorientare’ anche un cristiano praticante come Catarra, che dop aver lasciato la politica «è tornato a Gesù, alla famiglia e al al lavoro». Il corteo che ha seguito la messa, ha accompagnato il feretro fino a piazza Mercato dove il sindaco Diego Di Bonaventura ha saluto a noe della comunità notareschina la salma: «Per me se va un secondo padre – ha  detto Diego Di Bonaventura – mi ha fatto crescere politicamente ma soprattutto umanamente. La sua fede lo faceva splendere ed è vero, a un certo punto di era perso, ma grazie alla sua esperienza cristiana ha saputo ritrovare la strada».

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