Ruzzo: «I guasti provengono dal passato, il maxidebito è in calo»

TERAMO – Le perdite degli ultimi esercizi sono conseguenza di decisioni e gestione di chi tra il 2005 e il 2012 ha diretto la società acquedottistica, la massa debitoria è in costante calo, la pianta organica e le assunzioni passano al vaglio dell’assemblea dei soci e dell’Assi, i dirigenti assunti servono per sostituire chi è andato e chi andrà in pensione, il personale interinale serve in situazione emergenziale: la risposta del Consiglio di amministrazione della Ruzzo Reti, alle dettagliate accuse della lista civica Teramo 3.0, non si è fatta attendere e fa riferimento per la maggior parte delle ‘contestazioni’ a situazioni ereditate o comunque conseguenza di cattiva gestione delle governance prima di esso. Ad esempio, a proposito di partite pregresse, Forlini cita i mancati riconoscimenti di costi da parte dell’Ato che hanno comportato la perdita nel 2014, o le perdite riconducibili al concordato dell’Aca pescarese che a più riprese hanno penalizzato i bilanci della Ruzzo Reti: in ogni caso «sono evidentemente il frutto della inadeguata gestione dei crediti operata prima della riorganizzazione  voluta fortemente dall’attuale Cda».
LETTURA SUPERFICIALE. Insomma, le sottolineature di Teramo 3.0 sarebbero frutto di superficiale lettura, secondi i vertici della società dell’Acquedotto che però sul piano organizzativo e del personale in particolare sembrano ‘scaricare’ eventuali responsabilità sulla collegialità delle decisioni, leggi approvazione da parte dell’Assemblea dei soci e successivamente dei sindaci del servizio idrico integrato dell’Assi. E’ il caso «delle scelte gestionali più rilevanti degli ultimi cinque anni – spiegano i vertici nel loro documento di risposta -, come è opportuno ricordare. che la pianta organica attualmente in vigore è frutto dell’approvazione del Piano Industriale da parte dell’Assemblea dei soci, all’inizio del 2015, e, successivamente, della specifica approvazione dell’ASSI, che ne ha sancito la riconoscibilità all’interno della componente tariffaria in vigore. Anche la proposta recentemente deliberata dal CdA di Ruzzo Reti dovrà seguire lo stesso iter prima della sua effettiva operatività».
DIRIGENTI ASSUNTI. Non vale la pena parlarne per i vertici Ruzzo dell’assunzione di due dirigenti a tempo determinato per 5 anni, contestata da Teramo 3.0, «perchè necessarie a coprire il pensionamento di altrettanti dirigenti, uno già avvenuto ed uno imminente».
INTERINALI. Sul personale in somministrazione, 80 interinali assunti rispetto ai 24 in servizio nel 2011, la governance è poco  incisiva nella risposta. Sostiene che appena saranno chiariti alcuni dubbi interpretativi sulla nuova legge (Il Decreto Dignita, ndr.) allora la società si muoverà nel pieno rispetto delle norme e delle leggi: «La revisione della pianta organica – è però la precisazione – mira a ridefinire, a distanza di tre anni, e in attesa del nuovo piano industriale, il fabbisogno di personale che, in ogni caso, dovrà essere colmato attraverso procedure  selettive pubbliche. Proprio in attesa delle suddette selezioni pubbliche, per quanto emergenziale, il ricorso al personale in somministrazione è indispensabile per garantire la continuità del servizio sia acquedottistico che di fognatura e depurazione, in particolare in relazione sia alla qualità dell’acqua erogata che della tutela dell’ambiente».
CONTENZIOSI. C’è responsabilità delle passate gestioni Ruzzo nella litigiosità con il personale cui fa fronte la Ruzzo Reti attualmente, «per scelte che, in modo dissennato, hanno distribuito al personale mansioni di livello superiore in assenza del corretto inquadramento contrattuale». Quanto ai licenziamenti, che il Cda si riconosce quale vero merito delle recenti gestioni, sono stati in gran parte fevorevoli alla società: «Attendiamo fiduciosi i giudizi di impugnativa, confortati anche da pluriennali insegnamenti della Corte di Cassazione nel solco dei quali la società si è sempre mossa».
FUGA DI NOTIZIE. Dunque, in fin dei conti quello asserito da Teramo 3.0 è sostanzialmente credibile, se è vero che le puntualizzazioni sono anche dettagliate. Lo riconosce in definitiva anche la nota del Cda Ruzzo quando esprime «sgomento per l’ennesima, strumentale fuga di notizie relativa alle delibere adottate lo scorso 9 agosto 2018». La gola profonda è bene informata, ci sembra di capire, e anche se la Ruzzo Reti invoca e ribadisce da un lato «l’obbligo di riservatezza da parte di tutto il personale in forza alla società», dall’altro definisce «sorprendente un comunicato che, forse nella sua interezza, è stato oggetto di informative puntuali, ma distorte e finalizzate al perseguimento di obiettivi squisitamente personali».
RAPPORTI CON IL SINDACO. Stiano tranquilli quelli di Teramo 3.0, insomma, anche perchè «l’attuale vertice della società – si legge nella nota di replica della Ruzzo – ha incontrato il sindaco D’Alberto prima dell’assemblea di approvazione del bilancio 2017, fornendo tutte le delucidazioni possibili».

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