Ufficio ricostruzione, arrivano 15 dipendenti in più fino alla fine dell'anno

TERAMO – Alla fine l’appello lanciato dal direttore dell’Ufficio speciale per la Ricostruzione, Marcello D’Alberto, è stato raccolto: l’Usr di via Cerulli Irelli a Teramo sarà potenziato. Non attraverso il contributo degli uffici tecnici dei comuni di cratere, bensì dal cosiddetto concorsone per la ricostruzione, indetto dal Formez dopo il terremoto dell’Aquila. Saranno 15 di quella graduatoria di idonei a rimpinguare la struttura tecnica che deve guidare la riparazione e la destinazione dei fondi dei danni provocati dal sima dell’agosto del 2016 e del gennaio 2017. E’ stata una delle decisioni concrete arrivata dal primo Tavolo Tecnico istituzionale con il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, e i sindaci del cratere abruzzese, svoltosi alla Provincia di Teramo e svoltosi alla presenza del presidente Renzo Di Sabatino e al direttore Usr, Marcello D’Alberto. Si tratterà però di un rinforzo a tempo, fino alla fine dell’anno, che coincide anche con la scadenza della proroga dello stato di emergenza sisma decretata dal Governo. Da quella graduatoria possono essere assunti a tempo determinato 11 tecnici, 2 amministrativi e 2 contabili. A chiamarli in servizio servirà un decreto firmato dal vice commissario alla ricostruzione, in questo caso il presidente vicario Lolli che ha preso il posto di D’Alfonso anche nel ruolo nella cabina di regia nazionale. E’ passo parziale ma importante, in un momento, quello dell’Ufficio speciale, che sta vedendo un netto recupero sul piano della istruttoria delle domande pervenute sulla piattaforma Mude. Lolli, in apertura di Tavolo, ha annunciato che saranno tante altre le riunioni sul tema della ricostruzione privata e pubblica da un lato, di quella produttiva ed economica dall’altra, sempre con i sindaci del cratere e con le associazioni datoriali, sottolineando che vorrà partecipare in prima persona, assieme al delegato alla Protezione civile, Mario Mazzocca, cui è stata rinnovata la fiducia anche nel breve periodo post-D’Alfonso. D’Alberto ha confermato con i numeri, quelli stessi anticipati ieri da La Città, che il recupero è evidente. Sarebbe ancor più significativo, e i cantieri forse sarebbero più dei 174 già delineati, se ci fosse un passo diverso anche dei Comuni: a tutt’oggi resta anomalo il rapporto tra il numero degli sfollati e quello dei progetti presentati all’Usr. Ma proprio sul rapporto degli uffici tecnici comunali e questo modello di ricostruzione è stato imbastito il contraddittorio con i primi cittadini presenti, del Teramano, dell’Aquilano e del Pescarese. I danni lievi, quelli che impongono alte somme per i Contributi di autonoma sistemazione e comporterebbbero interventi relativamente minimi per riportare la gente a casa, hanno provocato il più acceso confronto. Sbloccare questo aspetto darebbe sicuramente un’impronta diversa alla ricostruzione stessa. Ma come fare, oltre a tentarle tutte per rinforzare di personale l’Ufficio speciale? Un’idea tornata sul tavolo dopo quanto già fatto, ma inutilmente per il diniego dei commissari Errani e De Micheli, in Umbria e Marche, è quella di far gestire alle amministrazioni comunali l’istruttoria per gli interventi classificati con le schede B. Una decisione che, è stato ribadito, spetta alla Cabina di regia commissariale e sui cui il cratere stesso poco può incidere.

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