Per la morte di Giulia dal cavalcavia la Procura chiede un'altra archiviazione ma la famiglia si oppone ancora

TERAMO – La famiglia di Giulia Di Sabatino, la 19enne di Tortoreto i cui resti furono trovati a settembre 2015 sotto un cavalcavia dell’autostrada A/14, ha depositato l’opposizione alla seconda richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Teramo (pm Enrica Medori e Davide Rosati) sulla morte della giovane. La richiesta è arrivata a fine agosto, dopo sei mesi di nuove indagini disposte dal gup Domenico Canosa, che aveva accolto la prima opposizione avanzata dai genitori di Giulia attraverso l’avvocato Antonio Di Gaspare.
Le indagini, secondo la Procura, non avrebbero fatto emergere novità. Per gli inquirenti Giulia si sarebbe suicidata. Non è dello stesso avviso la famiglia che chiede ulteriori approfondimenti e anche l’acquisizione degli atti del procedimento per pedopornografia aperto dalla Procura distrettuale dell’Aquila. Nel fascicolo per la morte di Giulia, aperto all’indomani del ritrovamento dei suoi resti con l’ipotesi si istigazione al suicidio, ci sono tre indagati: un 41enne, un 25enne e un 30enne che hanno avuto con lei contatti in diverse situazioni. Nell’ambito dell’inchiesta della Procura distrettuale dell’Aquila il giovane rinviato a giudizio andrà a processo a novembre.

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