Manola Di Pasquale replica al sindacato Fsi con tre sentenze e una querela

TERAMO – Ci sono tre diverse pronunce, di tre diverse autorità giuridiche, che certificano la piena regolarità della posizione di Manola Di Pasquale al vertice del Cda dell’Istituto Zooprofilattico. Lo ribadisce lei stessa, rispondendo ai sindacalisti di Fsi Usae e al loro segretario territoriale Christian Francia che sono tornati a chiedere un incontro al nuovo ministro della Salute in cui sostenere l’inconferibilità nel ruolo dell’avvocato teramano. «Queste tre sentenze sono state volutamente omesse nel comunicato stampa firmato e diramato da FSI. Si tratta, nello specifico – chiarisce il presidente del Cda dell’Izs -, del parere espresso dall’Anac, Autorità anti corruzione, con delibera numero 17 del 7 gennaio 2016, della pronuncia della Corte dei Conti n. 645 del 2017, che ha rigettato il ricorso presentato dagli stessi quattro firmatari del Comunicato stampa diramato nella giornata di ieri e, infine, del provvedimento del TAR Abruzzo del 18 gennaio 2016, nell’ambito del procedimento di sospensione». Per la Di Pasquale si tratta di documenti noti: «Con rammarico rilevo inoltre che i quattro firmatari, dipendenti dell’Izs, non abbiano mai evidenziato quanto in questi anni è stato realizzato dalla Governance dell’Izs, in termini di attenzione verso il benessere dei dipendenti e miglioramento delle condizioni lavorative, con piena attuazione dei diritti derivanti dall’applicazione del contratto di lavoro. Si continua invece a preferire la via della denigrazione e del dileggio, e, per questo – conclude Manola Di Pasquale -, sono già state attivate le necessarie procedure legali finalizzate alla tutela dell’onorabilità della mia persona e dell’Izs».

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