Teatro romano: finalmente c'è il progetto preliminare. Parte la discussione in Commissione e con la città

TERAMO – Il sindaco di Teramo, Gianfuido D’Alberto, lo ha definito "un piccolo momento storico per la città" ma soprattutto il primo vero atto concreto della sua nuova gestione comunale: il progetto preliminare ‘avanzato’ del teatro romano. L’architetto Bellomo di Palermo ha depositato nella tarda serata di ieri il ‘progetto di fattibilità tecnica ed economica’, il punto di ripartrenza dal quale la riqualificazione del manufatto di epoca romana potrà adesso vedere la luce. D’Alberto non ha usato mezzi termini parlando di quello che finora era stato fatto con questo progetto: nulla, il teatro romano non era stata di sicuro una priorità del passato governo cittadino. A parte quell’idea di copertura obrobriosa subito abortita con la sollevazione popolare, una lunga polemica sui finanziamenti mancanti e il tira e molla sull’abbattimento dei palazzi Adamoli e Salvoni, la restituzione del prezioso bene architettonico alla città finora è stata lettera morta.
Dall’insediamento dell’amministrazione guidata da D’Alberto, è stato ripreso il dialogo con lo studio dei progettisti vincitori del bando e imposto che il progetto, quello che adesso sarà di dominio pubblico, ripartisse dall’impostazione di quanto approvato dal consiglio comunale di allora, nel 2009, con la benedizione anche della sovrintendenza regionale.
Adesso, come ha spiegato questa mattina il sindaco, affiancato da Francesca Di Timoteo, presidente della commissione Urbanistica e Pianificazione, la proposta passerà intanto alla Commissione consiliare per il dibattito prettamente istituzionale, poi se ne discuterà con i cittadini. Attraverso quale forma, è stato chiesto a D’Alberto? «Con le più ampie possibili – ha risposto il sindaco – e compatibili con i tempi che abbiamo, molto stretti perché teniamo a questi finanziamenti e all’obiettivo di restituire il teatro romano alla città». Un altro incontro, con la Sovrintendenza per l’esame del progetto, potrebbe essere fissato già lunedì prossimo, 8 ottobre. Intanto c’è da rialacciare il dialogo con i privati destinatari degli espropri, con cui non c’è corrispondenza formale dal 2013. Una cosa è certa, ha confermato D’Aòberto: i palazzi saranno abbattuti, come previsto dal progetto del 2009.

 

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