Botte e minacce alla convivente, non basta il divieto di avvicinarsi: arrestato

PINETO – Questa mattina gli agenti del Commissariato di polizia di Atri hanno arrestato un napoletano di 33 anni, domiciliato a Pineto, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente di 32 anni. I poliziotti gli hanno notificato un provvedimento di arresti domiciliari quale aggravamento della precedente misura del divieto di avvicinamdento alla donna, su richiesta del pm Enrica Medori e firmato dal gip del tribunale di Teramo, Domenico Canosa. Secondo quanto accertato le violenze dell’uomo andavano avanti da circa un anno e spesso davanti ai figli minori di 12 e 10 anni, nella loro abitazione di Pineto. La donna era stata colpita più volte con calci e pugni. L’indagine era scattata nel giugno scorso quando era stata la stessa convivente a rivolgersi alla polizia. Aveva raccontato delle lesioni subite dal marito che non aveva avuto il coraggio di denunciare, come una volta, allorquando l’aveva afferrata al collo nel tentativo di soffocarla. Pochi mesi dopo, le aveva sbattuto la faccia sul lavandino del bagno, causandole un trauma contusivo al naso guaribile in 15 giorni. Sulla base delle verifiche condotte dagli agenti, l’uomo era stato raggiunto dal provvedimento di divieto di avvicinamento alla coniuge, lo scorso 26 luglio. Ma evidentemente non era bastato al punto che, continuando le minacce e le violenze, il giudice ha emesso il provvedimento di arresto eseguito nella giornata di oggi.

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