Prorogati fino a dicembre i contratti dei 191 dipendenti a tempo determinato

TERAMO – I 191 tra medici, infermieri, operatori sociosanitari e amministrativi in servizio alla Asl di Teramo con contratti a tempo determinato adesso sono ufficialmente salvi. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, l’azienda sanitaria ha tramutato in atti l’orientamento a non rimandare nessuno casa perché il costo complessivo di queste assunzioni temporanee sforavano i tetti di spesa. I contratti di tutti i 191 sono stati rinnovati fino al 31 dicembre. La delibera già firmata dalla direzione strategica, è in fase di pubblicazione. Si chiude così un capitolo di tensioni e contraddizioni normative che avevano portato al rischio di penalizzare non soltanto le professionalità delle quasi due centinaia di dipendenti dei diversi ruoli sanitari, ma soprattutto l’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini. I contratti in scadenza il 31 ottobre erano relativi a ruoli professionali in settori cardine per sostenere i cosiddetti livelli essenziali di assistenza, i Lea. Proprio un richiamo a questa esigenza, di mantenere alto il livello di servizio garantito ai pazienti, era stato fatto anche dai sindacati nella riunione del tavolo regionale di appena giovedì scorso. Un incontro dovuto e stimolato dalla minaccia-necessità del direttore generale Roberto Fagnano, messo spalle al muro da una norma anacronistica rispetto alla realtà sanitaria teramana, virtuosa e ampiamente sotto il limite imposto della spesa per il personale dipendente, ma chiamata a limitarsi laddove i ‘tempo determinato’ erano strumento per tamponare la momentanea carenza di lavoratori.
E’ stretta infatti in una morsa difficile da allentare l’azienda sanitaria: da un lato il consistente numero di pensionamenti, ben 170 all’anno, dall’altro la complessità procedurale e comunque non veloce abbastanza da garantire un veloce rimpiazzo, dei concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato. L’obbligo di erogare una sanità qualitativamente impeccabile coniugato rispetto ai limii imposti dalla legge, ha messo la Asl di fronte a un bivio: mentre bandisce i concorsi, deve garantire i servizi con gli interinali o con precari di lungo corso in attesa di stabilizzazione, chiamati a prestare la propria opera a tempo. Sono nati e cresciuti così servizi innovativi nella sanità teramana come il ‘bed manager’, l’infermiere che organizza la distribuzione dei posti-letto. I ‘tempo determinato’ hanno permesso di organizzare un terzo turno di pronto soccorso che ha abbassato i tempi di attesa, di gestire il cosiddetto pre-ricovero, oppure ancora i day hospital dell’oncologia e della nefrologia. La scure della norma nazionale, una manovra correttiva della Finanziaria 2010, rischia di mandare tutto all’aria: i rapporti di lavoro quali i precari e gli interinali non possono superare del 50% quelli esistenti nel 2009. Il direttore generale Roberto Fagnano lo aveva sottolineato: «E’ un paradosso che mette in ginocchio le Asl virtuose come la nostra – dice -. E’ difficile da far comprendere come mai un’azienda sanitaria come la nostra, che riesce non solo ad essere in utile ma anche a non spendere il budget previsto per il costo complessivo annuo del personale (che ammonta a 168 milioni di euro, Teramo ne spende 165 ndc.), a non poter contrarre rapporti a tempo determinato.
Tra l’altro, tornare indietro sulla conferma dei ‘tempo determinato’ avrebbe significato sconfessare l’investimento e la programmazione di questi nuovi servizi praticati fino adoggi, ragione per cui l’azienda ha trovato un motivo in più per insistere nella politica di questi rapporti di lavoro. Nel 2019, poi, si vedrà. Il budget sarà azzerato ma nel frattempo andranno a regime i concorsi e l’azienda potrà fare nuove assunzioni a tempo indeterminato, diminuendo il ricorso a quelle temporanee.

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