Pascal-Comi-Forti, adesso la Provincia fa dietrofront: «Passeranno anni prima di spostarlo. L'obiettivo era mantenere la reggenza» INTERVISTA A SERRANI

TERAMO – Come aveva anticipato ieri il presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, non c’è alcuna volontà di chiudere o tantomeno spostare il Pascal-Comi-Forti. Alla presenza del consigliere che aveva presieduto il tavolo tecnico sulla scuola, Severino Serrani (che però non è il delegato all’organizzazione scolastica, delega affidata oggi al consigliere Domenico Pavone), ha ribadito che l’ipotesi formulata di un trasferimento allo Scientifico è un ragionamento futuribile ma che dovrà trovare la condivisione del territorio. Lo stesso Serrani ha detto "di assumersi le responsabilità di quanto asserito“, ma che quanto detto faceva parte di un ragionamento a un tavolo dove si è deciso di confermare la reggenza dell’istituto della Cona e di valutare altre situazioni, tra le quali anche quella del sottodimensionamento del Pascal. «Evitare l’accorpamento è stato uno degli obiettivi raggiunti – ha detto Di Bonaventura – ma credetemi, nessuno spostamento». Serrani è stato più preciso, dopo aver negato la paternità della frase "le proteste lasciano il tempo che trovano" attribuitegli dagli studenti: «La nostra è solo una proposta per far sì che non si accorpi, che il Pascal-Comi-Forti mantenga la reggenza – ha detto -. Abbiamo pensato a una soluzione, ad un solo polo professionale-tecnico in via San Marino, dove secondo noi ci sono maggiori condizioni di sicurezza, ma questo non potrà avvenire l’anno prossimo, passeranno degli anni: adesso stiamo lavorando sul Comi, appena pronto ci porteremo lo Scientifico, poi cominceremo i lavori sull’Einstein e sull’Ipsia Marino e una volta conclusi anche questi potremo portare a compimento questo progetto, ma non prima di esserci confrontati con tutti».

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