Casolare al bivio dei Prati da abbattere. D'Alonzo: "Recuperarlo per custodire la storia della montagna"

CROGNALETO – E’ il sindaco di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo, a raccogliere l’allarme da noi lanciato anche attraverso le pagine del quotidiano ‘La Città’ sulla ventilata ipotesi di demolire il casolare al bivio di Rio Arno per i Prati di Tivo lungo la statale 80, per il rischio segnalato dall’ansa di un possibile crollo che danneggerebbe il tracciato stradale. I timori di un evento del genere che avrebbe ripercussioni sull’economia locale e sulla viabilità in particolare, va scongiurato secondo il primo cittadino di Crognaleto, “ma non con la sua demolizione bensì con la sua tutela, una messa in sicurezza e perché no? con il suo recupero”. Secondo D’Alonzo “siamo di fronte ad uno stabile che racconta la storia del territorio, con la sola memoria di Luigina (la storica abitante del caseggiato, ndc). E’ l’entità dell’entroterra, la porta d’ingresso all’area montana e quindi, perché si parla di viabilità e accesso alle aree interne, sento il dovere ma ancor più la voglia di dire la mia in termini di appartenenza ad un territorio come la montagna. Ci risiamo, finite le passerelle, finito il momento elettorale, torniamo nella nostra solitudine, nel nostro abbandono e con le nostre tante difficoltà come ad esempio la questione che coinvolge lo stabile indicato – aggiunge il sindaco -”.La demolizione  del caseggiato equivarrebbe alla distruzione di anni di storia e della memoria di un territorio già fragile di suo: “Penso allo stato dei luoghi dopo la demolizione, la parete da consolidare, l’impatto ambientale, insomma – aggiunge D’Alonzo – vedo meglio il recupero dell’immobile in virtù della stessa memoria e dello spirito di mantenimento di queste collettività che passa necessariamente anche attraverso il mantenimento dei beni che segnano la storia. Ritengo anche che l’ammaloramento dell’immobile sicuramente aggravato dal sisma, possa essere recuperato con opere di messa in sicurezza coinvolgendo il sistema di Protezione Civile, gli Enti Comunali e sovracomunali, insomma l’impegno di tanti per la salvaguardia delle aree interne”.

L’iniziativa però appare difficile, perché la proprietà privata dell’edificio, è frastagliata in innumerevoli eredi e questo aspetto rende difficile, come accaduto finora, una soluzione applicabile nell’immediato futuro. E di fronte al rischio segnalato dall’Anas alla prefettura di Teramo, l’intervento diventa di competenza del Comune di Fano Adriano, nel cui territorio ricade il caseggiato, stante l’inerzia dei proprietari. “La montagna, alla quale tutti fanno riferimento – conclude il sindaco di Crognaleto, D’Alonzo -, ha bisogno di cose concrete, di realtà, di condivisioni, di considerazioni. Non vedere più quella scritta ‘Gran Sasso d’Italia’, spinge il pensiero alla sempre più insussistenza della nostra bella stazione sciistica, dove poca attenzione si è prestata e quel poco, gestito anche male. Regna la disaffezione, quanto fatto dalla Provincia, riferito alla gestione degli impianti di risalita, porta tutti noi ad un pensiero di demoralizzazione e di rabbia”.

 

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