Secondo salvataggio di un detenuto in due settimane nel carcere di Castrogno

TERAMO – Secondo salvataggio in due settimane di un detenuto del carcere di Casterogno che tentava di togliersi la vita. Dopo la disavventura del giovane recluso di Alba Adriatica della sezione ‘comuni’ che nella notte dello scorso 6 marzo era stato portato al pronto soccorso del Mazzini con una grave intossicazione da farmaci, stavolta è stata una detenuta romena di 40 anni ad essere letteralmente strappata alla morte dal personale di polizia penitenziaria. E’ successo nella sezione femminile: la donna, rinchiusa per reati di furto e truffa e con un fine pena tra tre anni,  ha tentato di impiccarsi nella sua cella. Le agenti penitenziarie, che nonostante in poche riescono a tenere sotto controllo non senza difficoltà la sezione, sono arrivate in tempo per sollevarla e toglierla dalla morsa del cappio che si era stretta attorno al collo: aveva utilizzato un lenzuolo, che poi aveva assicurato all’inferriata della finestrella della cella. Qualche secondo in pù e la donna sarebbe morta, allungando la lista delle tragedia dietro le sbarre di un penitenziario. La romena è stata assistita in attesa dell’arrivo del personale sanitario della casa circondariale. Sembrerà retorico, ma l’episodio rafforza la denuncia dei sindacati di categoria sui rapporti di forze tra controllori e controllati all’interno di Castrogno. Troppi detenuti, pochi agenti. E l’esiguità del numero di quesi ultimi mette a rischio la loro sicurezza sul posto di lavoro da un lato e dall’altro rischia di non permettere un efficace monitorggio e la prevenzione di episodi come questi, dove il tentativo di suicidio è gesto abbastanza frequente tra coloro che sono condannati a trascorrere parte della loro vita deitro le sbarre.