TeAm, Pelagatti: "Al sindaco rispondo con i fatti della mia amministrazione"

TERAMO – "Contrazione dei costi, bilanci in utile, salvaguardia dei posti di lavoro e mantenimento del valore delle quote azionarie". Con gli obiettivi raggiunti, quelli della sua amministrazione dal febbraio 2017 a oggi, l’amministratore delegato della TeAm, Pietro Pelagatti, replica alle accuse del sindaco Gianguido D’Alberto, e non solo, che in questi giorni ha lanciato forti critiche al socio privato e all’Ad che lo rappresenta in azienda, in vista della resa dei conti rappresentata dall’arbitrato della prossima settimana.
Pelagatti non nasconde una certa irritazione per aver letto e ascoltato più volte riferimenti alla sua gestione non proprio edificanti da parte di rappresentanti dell’amministrazione guidata da Gianguido D’Alberto e da lui stesso: "Quando accettai questo incarico, avrei dovuto farlo per non più di tre o quattro mesi, perchè avrei dovuto traghettare la società verso l’individuazione di un nuovo socio privato con la gara a doppio oggetto. Il periodo si è prolungato, perché la gara è saltata, ma ciononostante e stante le mille difficoltà in cui versa questa società, intrinsecamente sana e dalle alte potenzialità industriali, credo di aver raggiunto degli ottimi obiettivi. Anche se adesso la politica punta a sminuirli, ma io non mi sono mai fatto tirare per la giacchetta dalla politica…"
IL SINDACO. Non sono mancate botte e risposte con il sindaco D’Alberto. E dopo la revoca del presidente Pietro Bozzelli con cui l’Ad aveva instaurato una ottima collaborazione, forse l’aria è diventata ancor più tesa: "Il sindaco deve tenere a mente che il Comune detiene il 49% delle quote della TeAm e non ha la maggioranza. Si tratta di una società per azioni e il Comune è un socio, che deve rispettare uno statuto, il codice civile e la normativa. Entrare negli uffici, chiedere documenti, informazioni, avere un atteggiamento inquisitorio, non rientra nei suoi poteri, anche se rappresenta il Comune-socio. Il controllo sull’attivià di questa azienda è già affidato al Collegio sindacale. Il sindaco che invece vuole comandare, deve dimettersi e farsi nominare amministratore delegato della TeAm per poterlo fare".
IL COLLEGIO SINDACALE. "E’ diventato giustamente ‘meticoloso controllore’ – secondo Pelagatti – e avrebbe riconsiderato la sua posizione sui crediti vantati dalla TeAm, che invece negli anni passati erano sempre stati riconosciuti". I revisori di nomina pubblica, sentirebbero troppo la pressione del sindaco. L’ultimo esempio: "Si è tentato di screditare il Cda sull’accantonamento a copertura dei rischi derivanti dal mancato pagamenti dei debiti da parte del Comune: è stato necessario ricorrere a un parere legale per certificare che invece era congruo quello che il Cda aveva calcolato".
I SINDACATI. Pelagatti non ha gradito la richiesta di ‘un atto di forza’ chiesto dalle organizzazioni sindacali: "Analoga ‘pressione’ non l’hanno mai esercitata nei confronti di questa amministrazione per spingerla a pagare i debiti che ha nei confronti della TeAm, perchè? – dice l’amministratore delegato -. Si lamentano dei mezzi obsoleti: lo so, io li ho trovati già così e ho fatto del mio meglio con le manutenzioni, tagliando anche vecchie scorrette abitudini. Ma i mezzi nuovi non possiamo ancora permetterceli proprio perché il Comune non ci paga quanto chiediamo dal 2010 e adesso ci ha fatto anche ulteriori tagli; noi paghiamo interessi passivi annuali molto alti per farci prestare i soldi".
L’ARBITRATO. "Come si fa a non chiedere l’intervento di un giudice super partes visto che si fa finta di non riconoscere i debiti che si trascinano da anni? Il Comune dice che non si possono ricostruire: è facile, invece, io li ho ricostruiti fin nel dettaglio; noi li abbiamo sempre iscritti a bilancio, con il parere positivo del collegio sindacale. Il Comune di Teramo? Non lo so. Ben venga la nomina di Luca Ranalli alla presidenza: chi più di lui potrà dare man forte sul piano del recupero di quelle somme, visto che per riaverli ha anche promosso un’azione dinanzi al Tar?".
RANALLI. Proprio l’arrivo di Ranalli nel nuovo ruolo di presidente potrebbe costituire, dicono, motivo di attrito all’interno della governance: "Perché. Ranalli conosce bene la TeAm e conosce bene lo statuto e sa quali poteri ha e come essi siano distribuiti all’interno del Consiglio di amministrazione. Io condivido ciò che ha detto Basaglia: la revoca del presidente Bozzelli non è stata una buona scelta, in un momento così delicato per la società".
IL BILANCIO. Pelagatti sa che l’arrivo del nuovo socio potrebbe portare a ulteriori cambiamenti nella governance, ma è sereno: "Il curatore fallimentare Marco Basaglia – dice – quando mi ha nominato mi ha affidato il compito di cristallizzare e di recuperre i crediti vantati dal Comune. Quest’anno chiudiamo un altro bilancio con un utile, nonostante la perdita della commessa di Termoli, bilanciata con una saggia politica di contenimento dei costi. Contrariamente a quelli che si spacciano per ‘paladini dei lavoratori’, noi del Cda abbiamo resistito a non licenziare nessuno, nonostante il sindaco abbia deciso di tagliare 500mila euro del Pef 2018 e altri 800mila sul futuro. Infine, vorrei segnalare un altro numero: la valutazione della quota privata inserita nella gara a doppio oggetto era di 1,7 milioni di euro, l’asta a Venezia ha aggiudicato le quote a un milione e 755mila euro. Questo significa che la nostra amministrazione della TeAm è stata virtuosa e ha permesso di mantenere il valore delle quote, private e pubbliche. Assieme al fatto che non ho licenziato nessuno in queste difficoltà, è la mia più grande soddisfazione".
Oggi sarà la volta buona per poter tenere l’assemblea e procedere alla revoca di Bozzelli e alla nomina di Ranalli? "Sì, il curatore Basaglia parteciperà all’assemblea dei soci".

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